SIAE e l'innovazione digitale: 144 anni di storia, una visione da startup

L'innovazione digitale di SIAE riflette una visione precisa per il futuro: più valore, più velocemente, a chi crea, garantendo la sostenibilità per l'intero ecosistema creativo.

Oltre un miliardo di euro di fatturato nel 2025. Pagamenti delle royalties digitali ogni 90 giorni. Un’app per gestire le proprie opere e monitorare le performance dei brani direttamente dallo smartphone. Quattro milioni di diritti registrati su blockchain.

Non è la descrizione di una fintech nata ieri. È SIAE, la più grande piattaforma italiana per il diritto d’autore.

SIAE esiste da 144 anni, con radici che affondano nell’Italia post-risorgimentale, in un’assemblea di autori ed editori che si riunì per difendere il diritto di chi crea a ricevere un compenso per il proprio lavoro. Eppure, ragiona, si muove e innova con la velocità di una startup, ma con la credibilità e l'affidabilità di chi quella missione la porta avanti da sempre.

Questa pagina racconta come, e perché.  
 

1882: la missione che non cambia

Ogni grande trasformazione ha radici profonde. Quella di SIAE affonda nel cuore del Risorgimento culturale italiano, in un'epoca in cui il concetto stesso di “diritto d'autore” era ancora da costruire.

Quando Giuseppe Verdi firmò una rivoluzione

Il primo Consiglio Direttivo della "Società Italiana degli Autori' era una lista che suona come un'antologia della cultura italiana: Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Francesco De Sanctis, Edmondo De Amicis. Scrittori, musicisti, editori, accademici, riuniti in un unico obiettivo: difendere il diritto di chi crea a ricevere un compenso per il proprio lavoro intellettuale.

L'idea era semplice ma rivoluzionaria per l'epoca. Le opere dell'ingegno vengono usate da teatri, esecutori, organizzatori di spettacoli. Chi le ha create ha il diritto di essere compensato ogni volta che la propria opera genera valore. Serviva quindi un'organizzazione in grado di rappresentarli tutti, raccogliere i diritti, e distribuirli equamente e in modo trasparente.

Da quella prima assemblea, SIAE tutela oggi decine di milioni di opere italiane e internazionali. Un patrimonio che attraversa tutti i repertori creativi: musica, cinema, teatro, lirica, balletto, opere radiotelevisive e online, letteratura, arti visive.

Il racconto di come è nata SIAE nel 1882, che trovi sulla pagina dedicata, è di fatto una delle storie più significative della cultura italiana.


Il mandato che attraversa i secoli 

La Legge 633 del 22 aprile 1941 — ancora vigente e integrata da diverse direttive europee — ha dato alla disciplina del diritto d'autore italiano una sistemazione organica, definendo nel tempo il ruolo di SIAE come punto d'incontro tra chi crea le opere e chi le utilizza.

Solo nel 2025, SIAE ha rilasciato licenze per l'utilizzo delle opere che tutela per conto di oltre 125 mila aventi diritto, per oltre 526 mila utenti business e privati e per 1,6 milioni di eventi. Non è uno sportello passivo: è un sistema attivo di valorizzazione della creatività. 

SIAE opera senza scopo di lucro, con il solo obiettivo, inscritto nel suo DNA, di restituire sempre più valore agli autori e agli editori delle opere tutelate. SIAE infatti appartiene ai propri iscritti e alle proprie iscritte, non risponde a logiche di profitto né a pressioni azionarie. Non riceve finanziamenti da parte dello Stato. Ogni scelta strategica è quindi orientata a massimizzare il valore restituito agli aventi diritto, non i margini di un investitore esterno.

Dalla parte di chi crea” non è mai stato solo uno slogan. È il filo ininterrotto che connette il 1882 a oggi. 

 

Dai repertori cartacei al digitale: le tappe che contano 

La trasformazione di SIAE non è avvenuta in un giorno. È il risultato di scelte strategiche che si sono accumulate nel tempo, ciascuna delle quali ha preparato il terreno per la successiva.

La nostra rete internazionale per tutelare i tuoi diritti d'autore ovunque nel mondo:
https://www.siae.it/it/chi-siamo/siae-nel-mondo/ 

La digitalizzazione dei repertori e la rete internazionale

La transizione dal cartaceo al digitale ha cambiato profondamente il modo in cui SIAE gestisce i repertori, traccia le opere e distribuisce i diritti. Un passo rilevante in questo percorso è stata la digitalizzazione di milioni di opere, testi, spartiti, al fine di collegarne in modo puntuale l'utilizzo agli aventi diritto.

Il risultato è una rete globale capillare che tutela gli autori e gli editori in tutto il mondo: SIAE può contare oggi su accordi di reciproca rappresentanza con 188 società di autori nel mondo e tramite 300 accordi con l'estero, per una copertura di 199 paesi e territori. Significa che un brano italiano ascoltato in Giappone, in Brasile o in Norvegia genera royalties che arrivano all'autore o all'autrice che lo ha scritto, senza che debba fare nulla. Il network lavora per chi crea, 24 ore su 24.

La raccolta globale di diritti d'autore ha toccato il record di 13,97 miliardi di euro nel 2024, secondo il CISAC Global Collections Report, trainata dalla crescita dello streaming e del recupero dei concerti dal vivo post-pandemia. In questo contesto di mercato in espansione, la posizione italiana è particolarmente solida. SIAE, come confermato dal Report, è la sesta società di collecting al mondo per volumi di raccolta del diritto d'autore.

 

La svolta digitale: app, portale e pagamenti accelerati

L'innovazione digitale di SIAE non è retorica istituzionale. È una serie di cambiamenti concreti e misurabili che hanno trasformato l'esperienza quotidiana di decine di migliaia di autori, autrici ed editori, dal momento in cui depositano un'opera al giorno in cui ricevono le proprie royalties.


SIAE+: depositare un'opera dal proprio smartphone

Vivi la tua creatività 100% digital con SIAE+
Scopri di più: https://www.siae.it/it/app-siae+/ 

SIAE+ è l'applicazione dedicata agli iscritti, disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, che permette agli autori e agli editori di depositare opere, consultare le proprie royalties e le performance dei brani, gestire il repertorio e accedere all'assistenza direttamente dallo smartphone. Nessuna burocrazia o documento cartaceo, gestione 100% digitale.

I numeri raccontano quanto questo cambiamento sia stato adottato concretamente: solo nel 2025 si sono registrati circa 225.000 depositi di brani tramite app SIAE+. 

Come ha sottolineato il Direttore Generale Matteo Fedeli in un'intervista al Sole24Ore, “La digitalizzazione non è un gadget. Riduce i costi, migliora il servizio e aumenta la trasparenza." 

Un'affermazione che riassume perfettamente la filosofia alla base di ogni investimento tecnologico e innovazione della Società.

 

Royalties ogni 90 giorni 

Royalties musicali digitali: 
cosa sono, come funzionano e quando vengono distribuite: https://www.siae.it/it/notizie/royalties-musicali-digitali/

Fino a qualche anno fa, le royalties per la musica venivano distribuite due volte l'anno. Era il modello tradizionale di molte collecting europee: raccolta semestrale, distribuzione semestrale. Un modello che funzionava nell'era analogica, ma che nell'era dello streaming — dove i consumi vengono tracciati in tempo reale — non aveva più senso.

SIAE ha cambiato le regole del gioco: da ottobre 2025, le distribuzioni per il repertorio musicale, a partire dalle royalties provenienti dalle piattaforme digitali, sono diventate trimestrali — gennaio, aprile, luglio e ottobre. Matteo Fedeli stesso ha definito questo cambiamento “storico”: 'Vuol dire spostare liquidità dalla pancia della SIAE agli autori più velocemente. Significa più soldi nelle tasche di autori e autrici prima.' Non è solo una questione di calendario. È un cambiamento di filosofia: il denaro appartiene a chi crea, e deve arrivarci nel più breve tempo possibile.

 

mioBorderò e Programmi Puliti: gestione 100% digitale e algoritmi per la rilevazione delle anomalie

Guida ufficiale al nuovo mioBorderò SIAE: https://www.siae.it/it/notizie/guida-miobordero-siae/ 

mioBorderò è lo strumento 100% digitale di SIAE per gestire, compilare e inviare il borderò degli eventi musicali. Dal 2018 è disponibile gratuitamente come app per iOS e Android, e già dal 2015 come portale web, accessibile dai Servizi Online di siae.it. 

La digitalizzazione dei borderò è un passaggio strategico rilevante per ripartizioni sempre più analitiche, puntuali e rapide. 

Ogni borderò si traduce in un riconoscimento economico verso chi ha scritto la musica che hai suonato: con il borderò digitale, compilato in modo completo e preciso, SIAE è in grado di distribuire le royalties in modo analitico, cioè sulla base dei brani realmente eseguiti, in tempi molto più rapidi rispetto a quanto avveniva in passato con la compilazione cartacea.  A questo scopo, dal 2018, SIAE si avvale di soluzioni tecnologiche innovative per la rilevazione delle anomalie nella compilazione dei borderò, come gli algoritmi proprietari di Programmi Puliti.

 

Gli analytics come infrastruttura e l'AI come alleato operativo

Nel 2023, con il lancio del piano triennale, SIAE ha avviato una trasformazione interna profonda verso una società data-driven, in cui dati, tecnologia e capacità di analisi sono i pilastri portanti.

Dubbi o domande? 
Chiedi a EVA, l'assistente virtuale di SIAE basato su AI, disponibile 24/7 per assistenza in tempo reale: https://www.siae.it/it/chatbot-eva/ 

Come ha spiegato Fedeli: 'Siamo passati da una struttura prevalentemente giuridica a un modello in cui dati, tecnologia e capacità di analisi sono centrali.' Oltre ai dipartimenti dedicati all'analisi dei dati, nuove figure professionali, come gli ingegneri dell'intelligenza artificiale, sono entrate nell'organizzazione, portando competenze che erano estranee al settore delle collecting.

Nel 2024 è stato lanciato EVA, l'assistente virtuale basato sull'intelligenza artificiale, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per rispondere in tempo reale a domande sui servizi SIAE. EVA  supporta autori, autrici ,editori ed utilizzatori nelle richieste di primo livello, libera risorse umane per le attività più complesse e rende il servizio accessibile in qualsiasi momento.  
 

Blockchain e tokenizzazione: quando i diritti diventano asset digitali 

Tra le innovazioni degli ultimi anni, quella blockchain è la più radicale sul piano concettuale: non migliora un processo esistente, ma lo ridisegna dall'inizio, aggiungendo un livello di trasparenza e verificabilità senza precedenti. 


Cos'è la tokenizzazione del diritto d'autore

La tokenizzazione dei diritti d'autore è la conversione di un diritto creativo in un asset digitale unico, registrato su blockchain, un registro pubblico, decentralizzato e immutabile. In pratica: ogni diritto d'autore diventa un token non fungibile (NFT), identificabile con precisione assoluta, trasferibile in modo trasparente, tracciabile in ogni momento da chiunque.

Per il diritto d'autore, questo rappresenta una svolta strutturale. Fino a prima dell'era blockchain, identificare chi detiene i diritti su un'opera, in quale percentuale, per quali utilizzi e in quali territori era un processo laborioso, spesso soggetto a errori o dispute. Con la tokenizzazione su registro distribuito, queste informazioni diventano pubbliche, verificabili in tempo reale, immutabili.

Un passo fondamentale e strategico per dare al diritto d'autore una rappresentazione digitale all'altezza della sua complessità. 
 

Il progetto SIAE-Algorand per la gestione del diritto d'autore su Blockchain: https://www.siae.it/it/notizie/siae-algorand-4-milioni-nft/ 

4 milioni di diritti su blockchain: cosa significa davvero

Nel marzo 2021, SIAE ha annunciato un risultato senza precedenti nel panorama europeo delle collecting: oltre 4 milioni di NFT creati sull'infrastruttura blockchain di Algorand, rappresentando digitalmente i diritti degli allora 95.000+ autori e autrici iscritti.

La partnership tra SIAE e Algorand era nata nel 2019. Il partner tecnologico non era una scelta casuale: Algorand è stata fondata dal professor Silvio Micali, informatico italiano del MIT di Boston e vincitore del Premio Turing — il riconoscimento più alto nell'informatica mondiale. Un'alleanza tra una delle prime e più importanti realtà dell'industria culturale e creativa in Europa e una delle infrastrutture blockchain più avanzate al mondo.

SIAE ha tokenizzato 4 milioni di diritti su blockchain: un primato europeo che pone l'Italia — e la sua collecting — all'avanguardia globale nella gestione decentralizzata della proprietà intellettuale. Il primo passo di un percorso che punta a digitalizzare l'intera banca dati delle opere, collegare automaticamente ogni utilizzo al compenso dovuto, e rendere il sistema verificabile da chiunque nel mondo.

Il progetto è concepito in ottica open: i risultati sono condivisibili con le altre collecting del mondo, per costruire uno standard internazionale che metta fine alla frammentazione nella gestione dei diritti su scala globale. Un'istituzione italiana che si offre come modello per il mondo.

L'innovazione digitale di SIAE, che passa da SIAE+, mioBorderò, blockchain e intelligenza artificiale, riflette una visione precisa per il futuro, orientata a restituire più valore, più velocemente, a chi crea, in chiave di sostenibilità per l'intero ecosistema creativo. 

 

SIAE oggi: la più grande piattaforma italiana per i diritti creativi

La parola 'piattaforma' non è scelta a caso: SIAE è l'infrastruttura che connette creatività, mercato e tecnologia nell'ecosistema culturale italiano, un punto di riferimento per chi crea e per chi utilizza opere creative in Italia.


I numeri che raccontano una trasformazione

SIAE supera il miliardo di euro di fatturato nel 2025:
 crescita, innovazione e più valore per chi crea: https://www.siae.it/it/notizie/SIAE-annual-report-2025/ 

I numeri dell'Annual Report 2025 sono la misura più chiara di un percorso che ha radici nel 1882 ma accelera con la velocità di una tech company.

Nel 2025 SIAE ha superato per la prima volta la soglia del miliardo di fatturato: 1 miliardo e 22 milioni di euro. È un dato storico — ma il numero che conta di più, per chi crea, è un altro: 849 milioni di euro di royalties distribuite agli iscritti e alle iscritte nel 2025, il 15% in più rispetto all'anno precedente.

La trasformazione digitale ha consentito inoltre una maggiore efficienza interna, permettendo una riduzione della provvigione media dal 16% del 2013 al 13,7% nel 2025, con riduzioni significative anche per eventi live (fino al 5% per i grandi live) e per la raccolta sul digitale (8%).

SIAE è la più grande piattaforma italiana per i diritti creativi, e i dati dell’Annual Report 2025 di SIAE sono la prova concreta che innovazione e missione non si contraddicono: si potenziano a vicenda. Ogni euro di crescita del fatturato, infatti, si traduce in più royalties per autori, autrici ed editori.

 

SIAE combina 144 anni di affidabilità con innovazione, AI e blockchain

La forza di SIAE non sta soltanto nella tecnologia. Sta in una combinazione irriproducibile: da un lato, quello che una giovane startup non può avere — 144 anni di relazioni, reputazione, conoscenza profonda del settore e delle sue sfide; dall'altro, quello che un ente istituzionale tradizionale fatica a costruire — agilità operativa, data culture, capacità di innovare i processi in profondità senza perdere di vista la missione.

SIAE combina 144 anni di affidabilità con tecnologia AI e blockchain: questa sintesi valoriale non è una promessa per il futuro. È già oggi la realtà operativa di un'organizzazione che gestisce direttamente 29,7 milioni di opere, distribuisce royalties ogni trimestre e mantiene una quota del 99,2% in un mercato ormai aperto alla concorrenza.

La campagna #CopyOrRight, lanciata il 23 aprile 2025 per il 143° anniversario dalla fondazione, è il segnale più recente di questa doppia identità: un'organizzazione che conosce il passato abbastanza da sapere cosa vale la pena difendere, e il futuro abbastanza da capire dove si trova il prossimo fronte. L'intelligenza artificiale generativa, il training dei modelli sui contenuti creativi, i nuovi diritti del digitale: SIAE è già in campo. 

"Il nostro obiettivo è arrivare entro il 2026 a standard di licenza chiari per l'uso delle opere nel training dell'AI. Non vogliamo un nuovo Far West digitale."  
 Matteo Fedeli, Direttore Generale SIAE — Il Sole 24 Ore, marzo 2026  
 

In pratica: cosa cambia per chi crea? 

Tutta questa trasformazione si traduce in benefici concreti per gli autori, le autrici e gli editori iscritti a SIAE.

Più royalties, distribuite con cadenza trimestrale anziché semestrale. Commissioni sempre più basse, soprattutto sui grandi live e sul digitale. Strumenti digitali — dall'app SIAE+ ai portali — accessibili a chiunque, anche a chi non è esperto di tecnologia. Un'infrastruttura blockchain che rende i propri diritti più trasparenti, più sicuri, più verificabili da chiunque nel mondo.

E una rete di 300 accordi internazionali che tutela ogni opera italiana in ogni angolo del pianeta, senza che l'autore o l'autrice debbano fare nulla.

Iscriversi a SIAE oggi significa fare parte di un ecosistema che non smette mai di evolvere, ma che ha la solidità di chi esiste da 144 anni e sa esattamente perché esiste.
 

 

Dalla parte di chi crea: ieri, oggi e domani

Nel 1882, Giuseppe Verdi e Giosuè Carducci firmavano l'atto costitutivo di un'idea semplice ma potente: la creatività ha valore, e chi crea merita di essere protetto. Nel 2025, quella stessa idea vale oltre un miliardo di euro fatturati e royalties distribuite sempre più velocemente a decine di migliaia di autori e autrici in Italia e nel mondo.

Non è un miracolo. È il risultato di una trasformazione continua, condotta con la pazienza di chi sa che le cose buone richiedono tempo, e la velocità di chi capisce che il futuro non aspetta. Blockchain, intelligenza artificiale, app, pagamenti accelerati: ogni innovazione è al servizio di una missione che non è mai cambiata.

SIAE è una startup con 144 anni di storia. Ed è solo all'inizio.


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