La nostra storia

Dal 1882 proteggiamo i diritti di chi crea per garantire agli autori e agli editori il giusto compenso per il loro lavoro creativo.

La Società Italiana degli Autori ed Editori è un organismo di gestione collettiva, cioè una società senza scopo di lucro che si occupa della tutela del diritto d’autore.

Grazie ad accordi di reciproca rappresentanza con 179 società di autori a livello globale, SIAE oggi tutela il diritto d’autore di ogni repertorio artistico per oltre 100 mila associati e mandanti, amministrando 62 milioni di opere italiane e internazionali.

Presente con i suoi uffici in tutta Italia, SIAE è il punto d’incontro tra chi crea le opere e chi le utilizza.

 

Dalla parte di chi crea, dal 1882

Dal suo primo giorno SIAE protegge e promuove la creatività, partecipando alla crescita dell’industria culturale del Paese da 140 anni.

 

SIAE - La Società Italiana degli Autori

Il 23 aprile del 1882 nasce la Società Italiana degli Autori, su iniziativa di un’assemblea composta da scrittori, musicisti, commediografi ed editori, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sui principi giuridici e morali della protezione delle creazioni dell'ingegno. 


Tutto ha inizio a Palazzo Pullè (oggi Palazzo Ponti), un edificio storico del centro di Milano, in via Brera 19. 

Il primo Consiglio Direttivo della Società Italiana degli Autori era composto dai protagonisti della cultura italiana dell’epoca, come Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Francesco De Sanctis e Edmondo De Amicis. La carica di presidente onorario fu conferita allo storico Cesare Cantù, mentre l’intellettuale Tullo Massarani divenne il primo presidente effettivo. Tra i promotori della Società c’erano inoltre Roberto Ardigò, Arrigo Boito, Ulrico Hoepli, Edoardo Sonzogno, Giovanni Verga, Pasquale Villari, Giuseppe Zanardelli.

 

 

SIAE - La Società Italiana degli Autori ed Editori

Gli anni Venti del Novecento portarono grandi trasformazioni per la Società. 


Nel 1920, alle Sezioni dedicate al Teatro e ai Diritti Musicali si aggiunse la Sezione del Libro, incaricata di controllare il servizio della timbratura dei frontespizi delle opere pubblicate in volume.

Nel 1921 venne stipulata la prima convenzione con lo Stato italiano per la riscossione dell’imposta sugli spettacoli: è la prima di una serie di collaborazioni tra la Società e le istituzioni pubbliche e private. 
Nel 1926 la legge sul diritto d’autore riconobbe per la prima volta la duplice natura – economica e morale – del diritto d’autore, e nel 1927 la Società divenne ufficialmente "Società Italiana degli Autori ed Editori".

 

SIAE e l’intermediazione del diritto d’autore

Il 22 aprile del 1941 viene emanata la L. 633/1941 – tuttora vigente – per dare alla disciplina del diritto d’autore una sistemazione ampia e organica. 
Nella sua formulazione originale, l’art. 180 affidava in via esclusiva a SIAE l’attività di intermediazione per l’esercizio dei diritti economici sulle opere.
Nel tempo, la legge italiana sul diritto d’autore è stata integrata e modificata da una serie di normative comunitarie e nazionali. 
Tra queste, particolarmente importante è stata la L. 2/2008 (“Disposizioni concernenti la Società Italiana degli Autori ed Editori”), che all’art.1 fissa le regole della sua governance e della sua attività imprenditoriale e definisce la natura di SIAE come “ente pubblico economico a base associativa”:

  • Pubblico, perché SIAE assicura interessi generali tutelati dalla nostra Costituzione: la promozione della cultura, la libertà dell’arte, la protezione del lavoro intellettuale. Per questo la Società è sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero della Cultura, del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a garanzia di trasparenza e di buona gestione nei confronti degli iscritti e degli utilizzatori.
  • Economico, perché SIAE non riceve finanziamenti da parte dello Stato, non ha scopo di lucro ed è totalmente indipendente nella propria attività di impresa. L'unico obiettivo della Società è quello di tutelare i diritti dei propri associati.
  • A base associativa, perché SIAE e la sua direzione appartengono ai suoi associati, che sono gli autori e gli editori.

 

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SIAE e la Direttiva Barnier

Il 26 febbraio 2014 è stata approvata la Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che disciplina la gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e la concessione di licenze multi-territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso online nel mercato interno.

La Direttiva, anche nota come “Direttiva Barnier”, ha l’obiettivo di armonizzare la gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi nel mercato unico europeo, istituendo un quadro omogeneo di regole per garantire la trasparenza e l’efficienza nella governance e nell’amministrazione delle società di autori in Europa. Insieme a questo, la Direttiva Barnier punta a realizzare un sistema efficace di licenze multi-territoriali per l’utilizzo online delle opere musicali.

In Italia, la Direttiva Barnier è stata recepita nell’ordinamento nazionale con il Decreto Fiscale 2018 (D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito in L. 4 dicembre 2017, n. 172).

 

SIAE e la Direttiva Copyright

Parte della più generale Strategia per il Mercato Unico Digitale adottata nel 2015, la Direttiva sul Copyright risponde all’esigenza di riformare la disciplina comunitaria sul diritto d’autore - fino ad allora ferma al 2001 - alla luce delle nuove tecnologie e della crescita delle piattaforme online, estendendo la protezione dei contenuti creativi al nuovo ambiente digitale.

SIAE, con la campagna "404: Copyright Not Found", si è battuta in prima linea per l'approvazione della Direttiva Copyright in Italia: un primo, fondamentale passo perché i diritti degli autori e degli editori fossero adeguatamente protetti sul web.

 

404: Copyright Not FoundLeggi di più sulla campagna