Atti generali

Modello 231 e piano di prevenzione della corruzione e per la trasparenza

 

La disciplina della “Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche priva di personalità giuridica” contenuta nel decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 prevede che gli enti associativi possano essere ritenuti responsabili, e di conseguenza sanzionati in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a taluni reati commessi o tentati nell'interesse o a vantaggio dell’ente stesso.

In relazione a tale forma di responsabilità il “Modello di organizzazione, gestione e controllo” (di seguito il “Modello 231”) è stato adottato da SIAE in funzione di esimente, atteso che il predetto D.Lgs. n. 231 del 2001 prevede che le società possano – attraverso l’adozione di un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire i reati rilevanti, nonché attraverso l’istituzione di un Organismo di Vigilanza deputato a vigilare sul relativo funzionamento e aggiornamento – esser esentate da responsabilità.

Il Modello 231 è stato adottato da SIAE a seguito di deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 6 aprile 2006, in conformità alle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e ha provveduto alla nomina di un Organismo di Vigilanza, a composizione collegiale, con il compito di vigilare sull'effettività e sull'adeguatezza del Modello 231.

In ragione delle successive modifiche al Decreto Legislativo 231/2001 e della conseguente rilevanza, ai sensi dello stesso decreto, di ulteriori illeciti rispetto a quelli oggetto di analisi alla data di prima adozione del documento e attese, altresì, le significative modifiche intervenute nella realtà aziendale di SIAE - che hanno comportato sostanziali cambiamenti organizzativi - si è reso necessario procedere ad un primo aggiornamento del Modello 231 nell’aprile 2011. Successivamente sono stati apportati al documento ulteriori aggiornamenti approvati nel settembre 2014, nel febbraio 2016 ed in ultimo nella seduta del Consiglio di Gestione del 18 luglio 2016.

Al fine di garantire la massima efficacia dell’attività di prevenzione sono stati previsti flussi informativi nei confronti dell'Organismo di Vigilanza e da questo verso il vertice societario.

Nell'elaborazione del Modello 231 e, in particolare, nell’attività di aggiornamento si è tenuto specifico conto: (i) delle "Linee guida per la costruzione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs231/2001" emanate da Confindustria nel marzo 2002, e successivamente aggiornate da ultimo nel luglio 2014; e (ii) del Position Paper "Responsabilità amministrativa delle società: modelli organizzativi di prevenzione e controllo" dell'Associazione Italiana Internal Auditors (AIIA).

L’attuale Modello 231 si compone di: (i) una Parte Generale, che descrive i contenuti del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, illustra sinteticamente i modelli di governo societario e di organizzazione e gestione della Società, i principi generali di funzionamento del Modello nonché l’elencazione dei processi sensibili ai sensi del D.Lgs. 231/01 con l’indicazione delle relative categorie di reato; ( ii) n. 7 Parti Speciali, che descrivono, per ciascuna categoria di reato rilevante per la Società, le aree di attività aziendale soggette a potenziale “rischio 231”, i principi comportamentali da rispettare per la prevenzione dei rischi nonché i protocolli specifici di controllo finalizzati alla mitigazione del rischio di commissione di reato;  (iii) Una ulteriore parte speciale denominata “Piano di prevenzione della corruzione e per la trasparenza di SIAE”. Tale documento – il cui aggiornamento è stato approvato dal Consiglio di Gestione il 20 maggio 2015, con presa d’atto del Consiglio di Sorveglianza nella seduta del 25 giugno 2015 e, da ultimo, aggiornato il 31 gennaio 2016 a cura del Responsabile della prevenzione della corruzione e per la trasparenza come da indicazioni dell’Autorità Anticorruzione (ANAC) –costituisce per espressa volontà della Società, parte speciale del Modello 231 consentendo di coprire anche le esigenze del contrasto ai fenomeni corruttivi rilevanti ai fini dei principi dettati dalla Legge anticorruzione 6 novembre 2012, n. 190.

Tali principi e contenuti del Modello 231 sono destinati a:

  1. Amministratori e personale interno: i componenti degli Organi Sociali, il Direttore Generale, il management e, comunque, tutti coloro che svolgono funzioni di gestione, amministrazione, direzione o controllo nella Società, i dipendenti della Società;
  2. Controparti contrattuali: i soggetti esterni che operano su mandato o incarico di SIAE (mandatari, accertatori incaricati dalla Società) e/o contribuiscono allo sviluppo delle varie attività di SIAE in qualità di fornitori di beni, servizi e prestazioni professionali, consulenti, partner nelle associazioni temporanee o società con cui SIAE dovesse operare;
  3. Altri soggetti esterni: le risorse coadiuvanti (collaboratori stabili e/o occasionali) i soggetti di cui al punto precedente, con specifico riferimento a mandatari e accertatori incaricati da SIAE, che spendono il nome di SIAE nella loro attività di supporto, sotto la responsabilità degli stessi mandatari o incaricati.

 

Concorrono alla formazione della documentazione complessiva: (i) il documento di Risk Assessment 231; (ii) il Master Plan delle azioni correttive; (iii) l’elenco reati previsti dal D.Lgs. 231/01; (iv) il Regolamento dell’Organismo di Vigilanza.

Con riguardo alla tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro introdotto con il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, il Servizio Prevenzione e Protezione dai Rischi della SIAE, in data 31 ottobre 2013, ha ottenuto l’attestazione da parte di un Organismo di certificazione accreditato circa la conformità del proprio Sistema di Gestione della Sicurezza e della Salute sul Lavoro (SGSL) allo standard BS OHSAS 18001:2007. Il Certificato - avente validità triennale - è stato il riconoscimento conclusivo di una serie di attività mirate, oltre che a garantire l’adempimento puntuale di tutti gli obblighi di legge, ad introdurre una organizzazione strutturata idonea a mettere in atto una politica per la salute e sicurezza appropriata alle esigenze aziendali.

L’adozione di tale SGSL, secondo lo standard citato, è inoltre di rilevante utilità – ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 – in quanto idoneo a garantire efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle società di cui al D.Lgs. 231/2001 con riferimento ai reati commessi con violazione delle norme antinfortunistiche.

Documentazione:

- Parte Generale

- All. 1 Reati rilevanti

- All. 2 Regolamento OdV

- Parte Speciale A - Pubblica Amministrazione e intralcio alla giustizia

- Parte Speciale B - Reati Informatici

- Parte Speciale C - Reati Societari

- Parte Speciale D - Salute e Sicurezza

- Parte Speciale E - Ricettazione, Riciclaggio e Falsità di Moneta

- Parte Speciale F - Reati Ambientali

- Parte Speciale G - Impiego di cittadini irregolari

- Parte Speciale - Piano di prevenzione della corruzione e per la trasparenza (aggiornamento al 31 gennaio 2017)

Codice Etico

Il “Codice Etico” (o “Codice”), approvato il 18 luglio 2016, sostituisce il precedente documento denominato “Codice di Comportamento” approvato il 19 gennaio 2006 e regola il complesso di diritti, doveri e responsabilità che la SIAE assume nei confronti di coloro che entrano in relazione continuativa con la SIAE nell’ambito dello svolgimento della propria attività.
Sono perciò da considerare destinatari del Codice gli Associati, i Mandanti e tutti coloro che operano in nome o per conto della SIAE, intendendo ricompresi tra costoro i membri degli organi sociali, tutto il personale dipendente (ivi inclusi i dirigenti), i mandatari, gli accertatori, i consulenti e i collaboratori su base continuativa in genere che, intervenendo nell’attività aziendale, operano per conto della SIAE o in nome e per conto della SIAE.
Il "Codice Etico " è stato predisposto anche per dare attuazione alle prescrizioni contenute nel Decreto Legislativo dell'8 giugno 2001, n° 231.

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