
La guida di SIAE sull'AI per gli autori e gli editori
L'intelligenza artificiale è entrata rapidamente nella quotidianità di milioni di persone. Oggi può aiutare a scrivere un testo, generare immagini, comporre musica, tradurre contenuti o sviluppare nuove idee in pochi secondi.
Per chi crea, però, l'AI rappresenta molto più di una nuova tecnologia. È uno strumento che apre opportunità inedite, ma che porta con sé anche domande importanti sul valore della creatività, sul futuro delle professioni creative e sul ruolo del diritto d'autore.
Comprendere come funziona questa trasformazione è il primo passo per affrontarla in modo consapevole.
Se sei un autore o un editore, consulta il booklet “Intelligenza Artificiale e Diritto d’Autore”: uno strumento semplice e concreto per comprendere come funziona la GenAI in relazione alle opere creative, come SIAE tutela il tuo lavoro, quali attenzioni adottare e quali diritti restano centrali nel nuovo scenario tecnologico.
Nel booklet SIAE trovi una guida essenziale per comprendere le parole chiave dell’AI generativa (come "prompt", "output", "training", "TDM," "opt out") e per orientarti tra tutela delle opere, deposito, utilizzo degli strumenti di GenAI e responsabilità dell’autore.
Quando si parla di intelligenza artificiale spesso l'attenzione si concentra sulle sue capacità tecniche, ma il cambiamento che stiamo vivendo è anche culturale.
Da un semplice prompt, l'AI generativa è in grado di produrre contenuti che ricordano quelli realizzati da esseri umani: immagini, testi, video, composizioni musicali. Questo modifica il rapporto tra tecnologia e creatività e ci spinge a riflettere sul significato stesso dell'atto creativo.
Ogni innovazione trasforma il modo in cui produciamo e condividiamo cultura.
L'AI non fa eccezione: la differenza è che questa volta il cambiamento coinvolge direttamente il processo creativo, uno degli elementi più profondamente legati all'espressione umana.
Per comprendere il dibattito attorno all'intelligenza artificiale è utile partire dalle basi.
I sistemi di AI generativa vengono addestrati su grandi quantità di dati e imparano a riconoscere schemi, relazioni e ricorrenze tra le informazioni che analizzano. Quando un utente inserisce una richiesta, detta "prompt", il sistema genera una risposta sulla base delle conoscenze acquisite durante il processo di addestramento.
Il risultato può apparire sorprendente per qualità e complessità. Tuttavia, è importante ricordare che il funzionamento dell'AI si basa sull'elaborazione di dati e sulla probabilità statistica.
La creatività umana segue un percorso diverso: nasce dall'esperienza, dall'intuito, dalla cultura, dalla sensibilità e dalla capacità di attribuire significati nuovi alla realtà.
È proprio questa differenza a rendere centrale il tema del diritto d'autore.
Se l'intelligenza artificiale sta cambiando il modo di produrre contenuti, il diritto d'autore continua a svolgere una funzione fondamentale: riconoscere e tutelare il valore della creatività umana.
Dietro ogni libro, canzone, fotografia, sceneggiatura o opera audiovisiva ci sono studio, competenze, esperienza e lavoro. Il diritto d'autore nasce per tutelare questo patrimonio creativo e garantire che gli autori possano vedere riconosciuto il proprio contributo.
L'arrivo dell'AI generativa rende ancora più attuale questa riflessione, ed è sempre più importante trovare un equilibrio che permetta alla tecnologia di evolversi valorizzando al tempo stesso il lavoro creativo.
È una sfida che coinvolge istituzioni, imprese, autori, editori e tutti gli attori dell'ecosistema culturale.
Uno dei temi più discussi riguarda il modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale vengono addestrati.
Per apprendere e migliorare le proprie capacità, questi modelli hanno bisogno di analizzare enormi quantità di contenuti, inclusi i contenuti creativi.
Da qui nasce una domanda fondamentale: come garantire che lo sviluppo dell'innovazione avvenga nel rispetto dei diritti di chi crea quei contenuti?
Negli ultimi anni il confronto internazionale si è concentrato proprio sulla necessità di definire modelli che assicurino maggiore trasparenza, riconoscimento del valore delle opere e un equilibrio sostenibile tra innovazione tecnologica e tutela della creatività.
Anche la normativa italiana, insieme a quella comunitaria, si sta evolvendo in questa direzione.
Nel 2024 abbiamo esercitato il diritto di opt-out per tutto il repertorio che tuteliamo, opponendoci all’utilizzo delle opere di tutti gli autori ed editori iscritti per qualsiasi attività di addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale generativa. I fornitori di servizi di GenAI che intendono utilizzare queste opere devono negoziare con SIAE le condizioni, anche economiche, della licenza.
Il nostro obiettivo non cambia: garantire un compenso adeguato ed equo per i nostri autori ed editori.
Come chiarisce la guida, l’opt-out non può impedire retroattivamente che alcuni sistemi si siano già addestrati sulle opere degli iscritti prima del 2024, o nonostante l’opt-out esercitato: siamo comunque al lavoro per tutelare i diritti anche in questi casi.
Usare la GenAI in modo consapevole significa anche sapere cosa inserire nei prompt, controllare le impostazioni di training, leggere i termini d’uso delle piattaforme e verificare gli output prima di pubblicarli o diffonderli.
La guida offre anche consigli pratici per un uso più sicuro della GenAI: invita, ad esempio, a prestare attenzione ai contenuti inseriti nei prompt, soprattutto se si tratta di opere inedite o materiali di terzi, a verificare termini d’uso e impostazioni delle piattaforme e a controllare sempre gli output prima di pubblicarli o diffonderli.
Nel rapporto tra diritto d’autore e intelligenza artificiale, una delle domande più frequenti riguarda le opere create con il supporto della GenAI: possono essere protette? Possono essere depositate in SIAE?
La risposta dipende dal ruolo della persona nel processo creativo. L’utilizzo dell’AI generativa non esclude automaticamente la tutela, a patto che l’opera finale sia il risultato del lavoro intellettuale dell’autore, della sua visione e della sua capacità di rielaborare e dare forma originale al contenuto.
La GenAI può essere usata come strumento di supporto, ad esempio per generare spunti, prime bozze, varianti o materiali di lavoro. Ma perché un’opera possa essere tutelata dal diritto d’autore e depositata presso SIAE, è necessario che l’apporto umano sia effettivo e riconoscibile. Un contenuto prodotto automaticamente dall’AI, senza un intervento creativo rilevante da parte dell’autore, potrebbe non essere considerato tutelabile.
C’è poi un principio fondamentale: l’AI non può essere autrice, coautrice o titolare di diritti. I diritti d’autore restano legati alla persona fisica che ha contribuito alla creazione dell’opera attraverso il proprio lavoro intellettuale.
Per questo motivo, chi deposita un’opera realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale deve valutare con attenzione il proprio contributo creativo e assumersi la responsabilità di quanto dichiara in fase di deposito.
Di fronte a una trasformazione così rapida, la conoscenza diventa uno strumento essenziale.
Comprendere il funzionamento dell'intelligenza artificiale, conoscere le implicazioni legate ai dati e alle opere utilizzate dai sistemi generativi e approfondire il rapporto tra innovazione e diritto d'autore permette di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza.
È proprio da questa convinzione che nasce la nostra guida: per aiutare autori, editori e creativi a orientarsi in uno scenario in continua evoluzione, attraverso contenuti accessibili, strumenti di approfondimento e iniziative dedicate.
L'intelligenza artificiale continuerà a evolversi e a influenzare il modo in cui produciamo e fruiamo contenuti creativi.
In questo scenario, la sfida è costruire un futuro in cui innovazione e creatività possano crescere insieme, riconoscendo il valore delle opere e delle persone che le realizzano.
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