
Adriana Asti
Una carriera incredibile, un talento raro: Adriana Asti, la sua fisicità, la sua voce, i suoi occhi hanno fatto la storia del teatro e del cinema italiano.
Ci ha lasciato oggi, a 94 anni, a Roma, nel sonno della scorsa notte. Nata a Milano nel 1931, ha lavorato con i più grandi, da Bernardo Bertolucci (anche suo primo marito) a Strehler, da Luis Buñuel a Luchino Visconti, fino a L'ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro.
L'esordio teatrale a 20 anni nel Miles gloriosus di Plauto con la compagnia stabile di Bolzano, poi Il crogiuolo di Arthur Miller con la regia di Luchino Visconti, col quale collaborò anche in Rocco e i suoi fratelli e Ludwig. Per Pasolini interpretò il ruolo della prostituta Amore in Accattone e la conturbante zia del protagonista in Prima della rivoluzione di Bertolucci.
Diretta da Giorgio Ferrara (suo secondo marito) in Un cuore semplice e Tosca, è stata applaudita col suo terzo Nastro d'Argento anche per La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. E poi Pirandello, Pinter, Ginzburg…
Indimenticabili i ruoli femminili cui diede il volto e l'anima: dalla Santa Giovanna di George Bernard Shaw alla Winnie dei Giorni felici di Samuel Beckett alla Locandiera di Carlo Goldoni.
Vincitrice del Premio SIAE nel 1990 e tre anni dopo del Premio Eleonora Duse, fu anche autrice oltre che interprete di Alcool.
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