UNA VILLETTA PER TRE: L’ESTATE DI ALDO, GIOVANNI E GIACOMO IL TRIO COMICO TORNA TONICO DOPO “FUGA DA REUMA PARK”
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UNA VILLETTA PER TRE: L’ESTATE DI ALDO, GIOVANNI E GIACOMO IL TRIO COMICO TORNA TONICO DOPO “FUGA DA REUMA PARK”

La cine-pausa ha fatto bene ad Aldo, Giovanni e Giacomo. Dopo l’atroce “Fuga da Reuma Park”, del 2016, sembrava che il trio non avesse più nulla da dire, anche perché il precedente “Il ricco, il povero e il maggiordomo” non è che fosse tanto meglio. Invece, sottratti all’agone natalizio e tornati sotto l’ala del regista Massimo Venier, i tre mostrano una certo tonicità ritrovata. “Odio l’estate”, nelle sale da giovedì 30 gennaio con Medusa, è infatti una commedia svelta e gentile, piena di gag, non insipida e con un finale a sorpresa. Poi, certo, sempre lì siamo, ma è anche vero che Aldo, Giovanni e Giacomo giocano su dinamiche comiche sperimentate nel tempo, tra variazioni caratteriali in linea con l’aspetto fisico e blandi affondi di sapore antropologico.

Sì, il titolo viene dall’intramontabile/ malinconica canzone di Bruno Martino risalente al 1960 (esiste anche una parodia di Lelio Luttazzi chiamata “Odio le stuatue”), le cui note echeggiano dopo una mezzoretta di film. Quando cioè si precisa la situazione buffa, ancorché realistica date le truffe all’ordine del giorno, nella quale si ritrovano i tre vacanzieri. Aldo è l’ipocondriaco nullafacente con famiglia numerosa e proletaria; Giovanni è il negoziante “precisetti” sull’orlo della chiusura e con progressivi inciampi verbali; Giacomo è il dentista facoltoso con moglie bella ma insopportabile e figlio infelice. Partiti da Milano per un non meglio precisata isola assolata, i tre scoprono di aver affittato la stessa villetta, seguono prova di muscoli e denunce al commissariato, ma siccome è agosto non resta loro che sistemarsi sotto lo stesso tetto.

Avrete capito che i tre nuclei familiari, assai diversi per gusti, classe e reddito, in realtà hanno bisogno di mischiarsi, per attutire le rispettive nevrosi; sicché, dopo l’iniziale insofferenza, scatterà un’amicizia vera, anche solidale, che sbullona pregiudizi e diffidenze.

Già visto al cinema? Certo, mille volte. Ma Aldo, Giovanni e Giacomo sembrano stavolta più in palla, magari anche perché serviti da un copione nel quale hanno messo le mani Michele Pellegrini, Davide Lantieri e il regista Venier. Ben assortito pure il cast, non il solito caro alla ditta, con Maria Di Biase, Carlotta Natoli e Lucia Mascino a coprire il versante femminile delle rispettive mogli, mentre Roberto Citran e Michele Placido cesellano un arricchito vendicativo e un maresciallo creativo. Massimo Ranieri, nei panni di sé stesso, ospita Aldo, che lo venera da sempre, sul palco di Santa Marinella.

Le musiche di Brunori Sas strizzano l’occhio ai più giovani, anche se ho la sensazione che il trio copra un’altra fetta di pubblico, parlo di età. Non mancano battute riuscite sul sesso declinante, una canna da “rollare” e un liberatorio bagno “nude look” delle tre signore prima arcinemiche.

Michele Anselmi per Siae.it

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