UNA STRISCIA DI TERRA FECONDA, AL VIA LA VENTESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL FRANCO-ITALIANO DI JAZZ
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UNA STRISCIA DI TERRA FECONDA, AL VIA LA VENTESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL FRANCO-ITALIANO DI JAZZ

Compie vent’anni il festival franco-italiano di jazz e musiche improvvisate Una Striscia di terra feconda, inventato e diretto da Paolo Damiani e Armand Meignan. L’edizione 2017 si svolgerà da oggi al 23 settembre all'Auditorium Parco della Musica di Roma, a Palombara Sabina, a Tivoli e alla Casa del Jazz, sempre nella capitale. Un evento fondato sull'incontro e lo scambio rischioso e creativo tra i solisti dei due Paesi.

Al di là dei progetti originali con i più affermati musicisti francesi e italiani, la rassegna da sempre ha dato molto spazio ai giovani talenti, anche grazie all’importante sostegno della Società Italiana degli Autori ed Editori, main sponsor e coideatore del Premio SIAE, conferito dal 2014 al miglior giovane under 35 presente al festival, votato da una giuria composta da musicisti di chiara fama. Nelle precedenti edizioni sono stati premiati Enrico Zanisi, Julian Olivier Mazzariello e Gabriele Evangelista. Per il 2017 il vincitore è Alessandro Lanzoni, pianoforte, che sarà premiato il 19 settembre presso il Teatro Studio dell'Auditorium.

Nel 2018 il Premio SIAE, giunto al quinto anno, cambierà formula: in accordo con il prestigioso mensile Musica Jazz, verranno invitati a suonare in un’unica serata i primi tre giovani talenti emersi dalla graduatoria del Top Jazz, referendum annuale tra i più importanti critici italiani. Ognuno si esibirà alla testa della propria formazione e sarà valutato da una duplice giuria: quella del pubblico presente in sala e quella del festival, composta da quattro musicisti di chiara fama, dal Direttore di Musica Jazz, dai direttori artistici e da un rappresentante di SIAE. Al termine del concerto e dopo lo spoglio della schede, sarà premiato il musicista più votato dal pubblico e quello prescelto dalla giuria di esperti. Entrambi i gruppi saranno invitati a suonare nell’edizione del 2019.

Quanto all'edizione che sta per iniziare, diverse sono le produzioni originali pensate per il festival: tra queste Quatuor Machaut in prima nazionale a Palombara, il funambolico duo Danilo Rea-Mederic Collignon a Tivoli, mentre all'Auditorium di Roma, Table di Maria Pia De Vito/ Delbecq/Rabbia, o il nuovo gruppo di Daniele Roccato, autore di un personalissimo “Requiem” impreziosito da Dominique Pifarely. Nel ventennale non poteva mancare l'orchestra nazionale francese (ONJ) diretta da Olivier Benoit, né il poetico dialogo tra le stelle di Paolo Fresu e Gianluca Petrella, che ritroveremo in chiusura di festival nella Création che assembla alcuni dei più significativi solisti dei due Paesi: Paolo Fresu, Danilo Rea, Gianluca Petrella, Paolo Damiani, Theo Ceccaldi. Tra i giovani talenti ormai affermati, Purple Whales con un progetto su Jimi Hendrix e il nuovo raffinatissimo duo francese Watchdog.

La rassegna si concluderà alla Casa del Jazz con una Residenza d'artista, volta a favorire l'incontro tra musicisti dei due Paesi in progetti originali da proporre sulla scena internazionale. Sono due i compositori-interpreti invitati per l'occasione, il trombonista francese Fidel Fourneyron e il sassofonista Cristiano Arcelli, vincitore del concorso nazionale indetto da MIdJ (Associazione Nazionale Musicisti Jazz).

 

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