TUTTO PRONTO PER “LORO”, DOPPIO FILM SU BERLUSCONI SCOMMETTIAMO CHE LE COSE ANDRANNO PIÙ O MENO COSÌ?
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TUTTO PRONTO PER “LORO”, DOPPIO FILM SU BERLUSCONI SCOMMETTIAMO CHE LE COSE ANDRANNO PIÙ O MENO COSÌ?

C’è una certa agitazione giornalistica attorno al molto atteso, ma in buona misura misterioso, film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi. Si chiama Loro, anzi LORO tutto in maiuscolo, è venuto talmente lungo che s’è preferito, dato il costo ingente, farlo uscire nelle sale italiane in due parti: la prima il 24 aprile, la seconda il 10 maggio (un po’ alla maniera di Novecento, Kill Bill e La meglio gioventù).

Poche immagini, molto mirate, sono state distribuite alla stampa dalla Indigo Film che produce e dalla Universal che distribuisce; vale anche per i due trailer diffusi con estrema cura, per trasformare anch’essi in aventi: il primo fortemente evocativo, con Berlusconi/Servillo che si chiede, tra “olgettine” seminude e Veronica Lario imprigionata in una specie di gabbia dorata,  perché non è stato amato come avrebbe voluto; il secondo, più narrativo e suggestivo, col medesimo Berlusconi-Servillo che in riva al mare sardo canta a una folla di astanti in deliquio Malafemmena di Totò come la può cantare un milanese che imita la calata napoletana.

Il dittico è ambizioso, e incuriosisce sapere come andrà sul piano commerciale, essendo nato nella mente di Sorrentino quando Berlusconi sembrava fuori dai giochi, mentre nei giorni scorsi il capo di Forza Italia è salito al Quirinale per le consultazioni dal presidente Mattarella, uscendone con l’intenzione di non appoggiare mai un governo all’insegna «dell’odio e dell’invidia sociale, del pauperismo e del giustizialismo». A ben vedere, pare una battuta del film.

Il gioco che vi proponiamo, da prendere appunto come un gioco, un piccolo catalogo di scherzose profezie, è questo. Scommettiamo che attorno al 24, cioè tra meno di tre settimane, quando uscirà Loro 1, le cose andranno più o meno così?

1) Berlusconi farà finta di arrabbiarsi, griderà «all’imboscata», si pentirà di aver incontrato Sorrentino mettendogli a disposizione ville e mausoleo, peraltro non usati, sotto sotto sentendosi lusingato dal patinato, allusivo ed elegante film del regista che fece vincere un Oscar a Medusa, cioè a Berlusconi stesso, con La grande bellezza.
2) I pretoriani di Forza Italia, a partire da Brunetta e Gasparri più Gelmini e Carfagna sul versante femminile, si produrranno subito nella massima caciara mediatica, molto sdegnandosi e certo sminuendo il valore del film (diventano tutti critici in certe occasioni). Poco probabile la scelta del “no comment”.
3) I quotidiani legati più o meno al centrodestra, cioè  Libero, il Giornale, La Verità e Il Tempo, più arduo stabilire come si comporterà Il Foglio, sfotteranno lo sfottitore, cioè Sorrentino, a sua volta già sfottuto ampiamente da Maurizio Crozza sul canale Nove con altre intenzioni. Stavolta però non potranno dire che sono stati usati soldi pubblici del Mibact per coprodurre Loro.
4) Le meglio firme del giornalismo democratico e progressista si produrranno in ampi pezzi, per lo più di taglio tra estetico e antropologico, cercando di capire se il film giovi a Berlusconi o gli crei un danno. Vittorio Sgarbi, s’intende, sparerà ad alzo zero senza aver visto una scena, gli basterà il trailer o una fotografia.
5) Alcune delle cosiddette “olgettine”, molto rappresentate dal film, rilasceranno interviste affettuose sul loro rapporto con “Papi”. Non parlerà, invece, l’ex consorte del Cav, Veronica Lario, incarnata mestamente sullo schermo da Elena Sofia Ricci con parrucca e sopracciglia scure, a meno che non si faccia convincere dall’amica e giornalista Maria Latella.
6) Ci si augura che non entri nel dibattito cine-politico la neopresidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nota per una certa vicinanza al Cavaliere; ma è possibile che intervenga, in quota «donne umiliate, fate sentire la vostra voce», l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini.
7) Il venerabile Eugenio Scalfari, approfittando della storica simpatia di  Sorrentino verso la Repubblica, vedrà il film per primo, ne scriverà sicuramente sul quotidiano diretto da Mario Calabresi rompendo l'embargo pattuito per finta, facendo arrabbiare tutti, specialmente quelli del Corriere della Sera che da settimane pubblicano con grande evidenza i trailer e le fotografie del film. Ma può darsi che si faccia sotto anche Natalia Aspesi, del medesimo quotidiano.
8) Al mensile cinematografico Ciak, sempre diretto da Piera Detassis, anche presidente e direttore artistico dei David di Donatello nonché presidente della fondazione Cinema per Roma, dovranno usare qualche tatto nei confronti dell’editrice Daniela Santanchè, che però oggi milita in Fratelli d’Italia, e quindi, a occhio, è meno sensibile di un tempo sul tema Berlusconi privato. 

9) I critici si divideranno, qualcuno stroncherà dicendo che Sorrentino fa sempre lo stesso film, specie dopo l’Oscar, qualcuno loderà il magistrale affresco di un regista capace di cogliere la natura magnetica dell’uomo-Berlusconi, colto nella sua apparente o reale decadenza, senza però dimenticare gli interessi economici e politici in gioco.
10) Il film sarà probabilmente un successo commerciale, di sicuro un evento mediatico; e il dittico - con l’aiuto del festival di Cannes - rilancerà all’estero l’immagine internazionale del miliardario italiano che fu considerato “Unfit” a governare da The Economist e ora chissà. Tutto cambia.

Michele Anselmi per SIAE

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