Torna la Shoah dell’arte nei musei e teatri italiani per non dimenticare
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Torna la Shoah dell’arte nei musei e teatri italiani per non dimenticare

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".

Domani in tutta Italia (e in molti altri Paesi europei) verranno "organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti".

Il 27 gennaio, Giorno della Memoria, la Shoah diviene anche il centro della vita artistica del Paese. In molti musei, gallerie e teatri si svolgerà infatti in contemporanea La Shoah dell’Arte. Il progetto vuole ricordare, celebrare e dare voce ai nuovi testimoni che sostituiranno i sopravvissuti quando questi fisiologicamente non ci saranno più: i nuovi testimoni saranno le opere d’arte. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è dell’associazione ECAD (Ebraismo Culture Arti Drammatiche), impegnata da anni in attività di ricerca, sperimentazione, approfondimento e divulgazione della Memoria, in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.

Nell’edizione 2017 il numero delle istituzioni aderenti ha subito un incremento. I teatri che anche quest’anno partecipano nel giorno della memoria, prima di ogni spettacolo, faranno riascoltare la voce di Arnoldo Foà. Nell’ambito della Shoah dell’Arte, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha voluto ricordare Simon Wiesenthal e Gillo Pontecorvo e ha organizzato ieri un evento che si ispira a tre elementi: la voce, l’immagine e il perdono. In programma la proiezione di un documentario su Gillo Pontecorvo e la presentazione in anteprima del film Ritratto di famiglia con girasoli, regia di Vittorio Pavoncello, con Alessandro Haber, Beatrice Palme, Giuseppe Alagna, Fatima Scialdone, Chiara Pavoni. La pellicola si ispira a Simon Wiesenthal e al suo libro Il girasole. I limiti del perdono.

 

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