Steno, l'arte di far ridere: una mostra per il centenario della nascita
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Steno, l'arte di far ridere: una mostra per il centenario della nascita

Cento anni fa, il 19 gennaio 1917, nasceva a Roma Stefano Vanzina, in arte Steno, regista tra i più prolifici ed eclettici del panorama italiano insieme a Monicelli, Risi e Comencini. Per ricordare questo importante anniversario, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea della Capitale ospita da oggi al 4 giugno la mostra Steno, l’arte di far ridere. C’era una volta l’Italia di Steno. E c’è ancora, prodotta da Show Eventi, in collaborazione con CityFest e con il sostegno di SIAE. "Papà oggi sarebbe entusiasta, una celebrazione qua dentro è un sogno. Questa mostra è un po' come papà, non è pretenziosa ma racconta molto" ha detto Carlo Vanzina ieri, in occasione della presentazione alla stampa.

L'esposizione, impostata sulla base del Diario futile, una vera e propria opera pop in cui Steno incollava ritagli di giornale, vignette, appunti e foto dei collaboratori, presenta la filmografia del regista contestualizzandone il periodo storico, sociale e culturale in cui ha operato. Ci sono continui parallelismi con il cinema dell'infanzia e degli esordi e con la nascita della commedia all'italiana, e con inserimenti non solo delle riviste umoristiche (Marc'Aurelio in primis), ma anche di attori, sceneggiatori e registi che hanno fatto la storia del cinema italiano.

La mostra è strutturata in due sezioni: la prima, cronologica, tratta l'infanzia e la formazione di Steno con i suoi esordi professionali nelle riviste, in radio e nel teatro di avanspettacolo parallelamente all’attività di sceneggiatore e di regista, sia nel cinema che in televisione. La seconda, tematica, analizza argomenti legati alla figura del regista tanto nel campo professionale quanto in quello privato: i rapporti con la censura, i sodalizi con attori e collaboratori, la famiglia e l'attività di scrittore. Un percorso fatto di fotografie, cimeli, carteggi, testimonianze dei tanti attori con i quali ha lavorato: da Totò ad Aldo Fabrizi, da Alberto Sordi a Vittorio De Sica, dalla coppia Tognazzi-Vianello a quella Franchi-Ingrassia, da Enrico Montesano a Gigi Proietti, tra i protagonisti dell’indimenticabile film cult Febbre da cavallo.

La parte multimediale della mostra è curata da Farm Studio Factory, che assieme a 39Films, casa di produzione italo-argentina, ha prodotto il documentario Steno per la regia di Alberto Fabi, coautore assieme a Marco Dionisi, che punta a ricostruire la vita lavorativa del regista attraverso interviste e materiali sia video che fotografici inediti delle sue opere più significative.

Durante tutta la durata dell'esposizione sono previsti incontri ludici e didattici aperti al pubblico o destinati a scuole e accademie dei settori cinematografici e teatrali, proiezioni di film e documentari legati a Steno, giornate dedicate agli archivi collaboranti. Un volume monografico, inoltre, segue il percorso della mostra con testi autoprodotti dai curatori e fotografie di famiglia e d'archivio. 

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