stamattina ci ha lasciato andrea camilleri
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stamattina ci ha lasciato andrea camilleri

Un mese ricoverato all’ospedale romano Santo Spirito per un arresto cardiocircolatorio. Un mese di domande e di congetture per tutti quelli che considerano, e il presente è dovuto, Andrea Camilleri uno di famiglia. E non solo perché è il papà di Montalbano (ché con quel personaggio – cucito addosso a Luca Zingaretti – lo scrittore di Vigata è letteralmente entrato nelle case di tutti gli italiani), ma anche per il modo incisivo e al tempo stesso bonario con cui esprimeva il proprio punto di vista sulle cose del nostro tempo, accendendo un camino immaginario nelle case di chi lo ascoltava tramite la televisione o lo leggeva in vigatese, il dialetto siciliano originale con il quale gli italiani hanno imparato a fare i conti.

Nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925, da anni il Maestro viveva a Roma. In questi giorni le storie sui social e sulle cronache sono diventate piccole leggende: le indagini dei fan di Camilleri per conoscere le condizioni di salute del loro beniamino hanno trovato purtroppo questa mattina una risposta. All’età di 93 anni uno dei più saggi e convincenti affabulatori dello scorso millennio e del secolo in corso ci ha lasciato, costretto a interrompere i tanti progetti teatrali e letterari ancora in piedi nonostante l’età, come lo spettacolo che sarebbe dovuto andare in scena alle Terme di Caracalla, “Autodifesa di Caino”.

Chi lo scorso anno ha avuto la fortuna di assistere al Teatro Greco di Siracusa al suo “Conversazioni con Tiresia” parla di quella serata come di uno dei momenti più forti e suggestivi della vita. Per gli altri, che hanno potuto vederne “solo” le riprese televisive, il Tiresia di Camilleri resta un personaggio dalla forte valenza fisica e simbolica, per tutto ciò che il prolifico autore ha rappresentato e continuerà a rappresentare. La potenza della tradizione e la modernità di uno sguardo che sempre ha saputo cogliere l’evoluzione dell’umano senza indulgere alle mode.

Un talento applicato a ogni arte, seguendo il filo conduttore del racconto. Lo dimostra, anche, il fatto che il Maestro fosse iscritto a tutte le sezioni creative della Società Italiana degli Autori ed Editori. Prima di tutte, in ordine cronologico, la Dor, che tutela le opere drammatiche e radiotelevisive: Camilleri è stato il primo regista italiano a portare in scena il "Finale di partita" di Beckett, anticipando i tempi, perché la sua solida cultura era molto legata alla storia e al territorio ma allo stesso modo alla sperimentazione e all’avanguardia. E poi Cinema, Lirica, Opere letterarie (oltre 100 i libri scritti, tradotti in più di cento lingue) e Musica.

“Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa”, ha detto Zingaretti ricordando il legame speciale con Camilleri.

Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio.

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