SONO PASSATI 36 ANNI DALLA MORTE DI GIANNI RODARI, CHE SEPPE PARLARE ALLA FANTASIA DI GRANDI E PICCINI
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SONO PASSATI 36 ANNI DALLA MORTE DI GIANNI RODARI, CHE SEPPE PARLARE ALLA FANTASIA DI GRANDI E PICCINI

Le sue filastrocche ci accompagnano dall’infanzia e risuonano lungo tutte le età della vita perché nessuna delle parole, delle favole, dei disegni e delle fantasie di Gianni Rodari si esaurisce nel tempo di una lettura. Utilizzando un linguaggio che parla nello stesso modo a grandi e piccoli, Rodari - il più noto favolista italiano del Novecento - ha creato il modo moderno di scrivere fiabe, adeguando ai tempi le tematiche e le visioni.

Nato nel 1920 a Omegna, dove frequenta le elementari prima di trasferirsi, in seguito alla morte del padre, in provincia di Varese, fu insegnante e fu giornalista. Dal lavoro nelle scuole e dallo scambio continuo con i ragazzi nasce la sua originalità e la capacità di sviluppare la fantasia con giochi di pensieri e di parole che lo rendono immediatamente riconoscibile. Come giornalista collabora con L’Unità, Paese Sera, Rai e BBC, curando anche rubriche storiche come La domenica dei piccoli, dando vita a giornali come Pioniere e dirigendo il Giornale dei genitori.

Nel 1950 si trasferisce a Roma (città nella quale morirà il 14 aprile del 1980, 36 anni fa, a soli 59 anni), nel 1970 vince il prestigioso Premio Andersen, che lo rende noto anche all’estero (le sue opere sono tradotte in moltissime lingue). Tra le sue opere più famose Favole al telefono, Filastrocche in cielo e in terra, Il romanzo di Cipollino, Gelsomino nel paese dei bugiardi, La torta in cielo, C’era due volte il barone Lamberto e sicuramente la Grammatica della Fantasia: introduzione all'arte di inventare storie (1973) destinato a insegnanti e genitori. 

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