Si apre sabato “Pino Daniele Alive, la mostra”, fino al 31 dicembre al Complesso di Santa Caterina
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Si apre sabato “Pino Daniele Alive, la mostra”, fino al 31 dicembre al Complesso di Santa Caterina

Organizzata da Pino Daniele Trust Onlus con Fondazione Made in Cloister e Wall Of Sound gallery, si inaugura sabato 18 settembre l’esposizione multimediale e itinerante “Pino Daniele Alive, la mostra”, che fino al 31 dicembre 2021 sarà visitabile al Complesso di Santa Caterina a Formiello (Napoli).

Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione del figlio di Pino Daniele, Alessandro, e del fotografo Guido Harari, e raccoglie, per la prima volta in grande formato, scatti realizzati dai fotografi che lo hanno seguito più da vicino nell’arco della sua carriera. Immagini che hanno caratterizzato le copertine dei suoi dischi storici e fotografie inedite, digitalizzate appositamente per la mostra e realizzate da Mimmo Jodice, Cesare Monti, Luciano Viti, Giovanni Canitano, Adolfo Franzò, Roberto Panucci, Letizia Pepori.

In mostra anche oggetti e strumenti cari all’artista, tra gli altri, alcune sue chitarre rese celebri dalle copertine dei suoi dischi, il mandolino utilizzato per le registrazioni di Napule è e i fogli scritti di suo pugno con le scalette dei concerti. Ad accompagnare la visita, una colonna sonora composta da brani del repertorio dell’artista presentati in chiave inedita, con stralci audio della sola voce e/o della sola chitarra isolate dal resto degli strumenti.

L’esposizione sarà anche un contenitore di attività no profit a cura della Pino Daniele TrustOnlus, che, grazie alla collaborazione di SIAE–Società Italiana degli Autori ed Editori, arricchirà il programma con una serie di attività di formazione artistico-musicale con incontri dedicati ai licei musicali, istituzioni e corsi accreditati dal MIUR AFAM.

«Come non essere presenti come SIAE con un sostegno concreto per ricordare, a sei anni dalla scomparsa, un autore che ci ha dato tanto? Parole e musica di Pino Daniele hanno accompagnato e accompagnano, come solo una presenza puntuale e discreta sa fare, quarant’anni di storia musicale italiana. Una storia anche sociale, umana, attenta, partecipe. Un grande cantautore e un grande compositore, per questo siamo onorati di essere parte del progetto multimediale che siamo sicuri restituirà dell’amato cantante partenopeo l’anima più delicata e insieme vivace, portandone il messaggio e la lezione anche alle generazioni più giovani», dichiara Gaetano Blandini, Direttore Generale SIAE.

Il primo appuntamento, Sulle tracce di Pino Daniele, si terrà proprio il 18 settembre (ore 18). Il focus sarà l’analisi stilistica ed armonica delle opere di Pino con ascolti dei multitraccia originali di alcuni celebri brani, con la partecipazione degli studenti dei corsi PopRock del Conservatorio d Musca Giuseppe Verdi di Milano.

«Questo progetto porta Pino Daniele nella splendida cornice della Fondazione Made inCloister, con una formula insolita e altamente emozionale. Rincorrere le sue dita sulla chitarra, afferrare il volo della sua ispirazione in tracce sonore volte incomplete, ritrovarseli suo viso da scugnizzo dall'adolescenza fino alla maturità in fotografie iconiche e anche molte inedite, sarà un'esperienza intensa e toccante, sia per il suo pubblico che per noi fotografi che lo abbiamo conosciuto e amato. Per noi, per tutti, Pino è e resterà sempre Alive, "Vivo"», aggiunge il co-curatore Guido Harari.

«Made in Cloister è un progetto di rigenerazione urbana per l’area di Porta Capuana a Napoli, i cui motori sono l’arte contemporanea, il design e le grandi tradizioni artigianali della nostra regione. Nel 2018 abbiamo deciso di includere un programma dedicato alla Fotografia e-dopo la mostra Art Kane, Visionary -insieme a Alessandro Daniele e Guido Harari abbiamo voluto dedicare un grande progetto espositivo a Pino Daniele. È la prima mostra itinerante multimediale sull'artista napoletano scomparso nel 2015 ed è stata progettata, in collaborazione con il Pino Daniele Trust Onlus e Wall Of Sound Gallery, con l’obiettivo di raccontare l’anima dell’Uomo in Blues.» —spiega Davide de Blasio, Fondazione Made in Cloister.

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