SEGUITI. SE LA FAMIGLIA ROVELLI VA IN CAMPER FINO A STOCCOLMA SOLO SU AMAZON PRIME “10 GIORNI CON BABBO NATALE” (DAL 4)
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SEGUITI. SE LA FAMIGLIA ROVELLI VA IN CAMPER FINO A STOCCOLMA SOLO SU AMAZON PRIME “10 GIORNI CON BABBO NATALE” (DAL 4)

È il primo dei film che sarebbero dovuti uscire nelle sale per Natale e dintorni. Invece lo si potrà vedere dal 4 dicembre in esclusiva su Amazon Prime. Trattasi di “10 giorni con Babbo Natale”, seguito del fortunato “10 giorni senza mamma” (quasi 8 milioni di euro al botteghino). Squadra che vince non si cambia: così Colorado Film e Medusa ci riprovano, mantenendo il cast principale e ambientando tutto sotto l’albero, per modo di dire. Certo fa un certo effetto, con l’aria che tira sulle feste di fine anno, pensare che la famigliola Rovelli possa salire su un vecchio camper Mercedes e partire alla volta di Stoccolma. Alla faccia della mobilità tra regioni “gialle”, o forse proprio per esorcizzarla in una chiave di road-movie con favola natalizia incorporata.

È sempre Alessandro Genovesi, sceneggiatore con Giovanni Bognetti, a firmare la commedia girata perlopiù in Alto Adige con incipit romano e qualche sortita in Finlandia (solo esterni si direbbe). Rispetto al precedente episodio le dinamiche sono un po’ rovesciate. Perso il lavoro, il paziente Carlo è diventato una sorta di “mammo” in servizio permanente effettivo, mentre la moglie Giulia è una manager in carriera sempre alle prese con riunioni e conference call. Lui cucina, lava, stira, fa le faccende di casa, mentre i tre figli, la piccola Bianca, il mediano Tito e la grandicella Camilla, danno qualche segno di irrequietezza. Specie il maschietto: manesco, autarchico, teorico dell’ordine, un po’ xenofobo, anzi con simpatie naziste.

In questo contesto familiare, mentre si avvicina il Natale, la mamma “workaholic” comunica di dover essere a Stoccolma il 24 dicembre per un cruciale incontro di lavoro. “Fa schifo stare separati a Natale” protesta il marito, il quale, per evitare il peggio, rispolvera il suo vecchio camper Mercedes e propone di partire tutti insieme per la Svezia. Strada facendo, tra un inciampo e una litigata, metteranno sotto un Babbo Natale con la barba e la voce di Diego Abatantuono. Sembra solo un mitomane un po’ rincoglionito, che fa quasi tenerezza, ma vedi mai che…

Più “Vita da camper” che “Little Miss Sunshine”, la commedia in stile “family” parte bene, anche con qualche asprigna e ben recitata annotazione di coppia nel contesto casalingo; poi, quando tutti si ritrovano stipati nel vecchio autocaravan al suono di “Felicità”, il film diventa piuttosto inerte, il che non è proprio un pregio per una storia “on the road” con lieto fine incorporato (e forse un soffietto al “magico mondo” di Amazon).

Ho la sensazione che Genovesi sia andato col pilota automatico, confidando sulla comicità sorniona e un po’ rallentata di Abatantuono/Santa Claus e naturalmente sui tic, più contenuti che in passato, di Fabio De Luigi, il papà che si sente inadeguato e infelice, incapace di uscire da quella situazione, soprattutto di riconquistare l’amore, pure l’intimità, della moglie Valentina Lodovini.

Francamente i migliori in campo, per naturalezza e sprint, mi sembrano i tre figli, incarnati da Angelica Elli, Matteo Castellucci e Bianca Usai. Non male un botta e risposta tra due di essi. “Tu con chi vorresti vivere se papà e mamma si lasciano?” fa la piccola che canta “Bella ciao” al fratello nazistoide. “Mamma, perché vorrebbe dire vivere da sola” replica la più grandicella dei tre.

 

Michele Anselmi per SIAE

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