ROMA PER RONCONI. A UN ANNO DALLA SCOMPARSA, L'ARGENTINA RICORDA IL MAESTRO
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ROMA PER RONCONI. A UN ANNO DALLA SCOMPARSA, L'ARGENTINA RICORDA IL MAESTRO

È passato poco più di un anno dalla morte di Luca Ronconi. Un anno dalla scomparsa di uno dei registi che il teatro lo ha fatto nel vero senso del verbo, firmandolo con un segno inconfondibile, al punto da trasformare il suo cognome in un aggettivo che definisce un preciso stile recitativo, una precisa formazione teatrale. L’attore e regista viene ricordato oggi al Teatro Argentina con l’omaggio “Roma per Ronconi” (ore 17,30, ingresso libero). Nato in Tunisia nel 1933, diplomato all’Accademia d’arte drammatica di Roma, fu proprio con Squarzina, cui è dedicata la sala dello Stabile Capitolino che oggi ospita il tributo, che Ronconi debuttò come attore in “Tre quarti di luna”.

Tra i più significativi esponenti dell’avanguardia teatrale italiana, è stato anche direttore artistico della sezione Teatro alla Biennale di Venezia, del Laboratorio di progettazione teatrale di Prato, del Teatro Stabile di Torino, dello stesso Teatro di Roma dal 1994 al 1998. Ha ricevuto premi di ogni sorta, lauree honoris causa dalle maggiori università italiane, ha sperimentato tutti le drammaturgie, dai classici come Aristofane, Shakespeare e Brecht, ai più contemporanei come Spregelburd e Gombrowicz fino alla sua ultima regia, al Piccolo di Milano, dove ha diretto “Lehman Trilogy” di Stefano Massini, drammaturgo italiano di “ultima generazione”, già suo assistente e poi nominato consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, stessa carica che in passato era stata del suo maestro.

Ronconi ha lavorato con Costa, Antonioni, De Lullo, passando alla regia a trent’anni, con la compagnia di Corrado Pani e Gian Maria Volonté. Impossibile sintetizzare il suo percorso artistico, che passa anche per la lirica e per la grande importanza data alla didattica.

Oggi sarà ricordato con diversi appuntamenti. Il pomeriggio si apre con la “Conversazione tra Luca Ronconi e Jacopo Quadri”, una delle ultime testimonianze del maestro ritratto attraverso il racconto degli allievi del Centro Teatrale Santacristina, la scuola da lui fondata per accogliere giovani attori in un luogo di ricerca e di studio. A seguire La Scuola d’estate. Lo spazio di libertà di Luca Ronconi (edito da Contrasto) a cura di Roberta Carlotto che, insieme a Claudio Longhi, presenta il quaderno che ne raccoglie la vasta produzione pedagogica raccontando anche l’esperienza di tanti giovani allievi impegnati nelle analisi dei testi, nelle prove, nella vita di comunità di questo eremo sospeso nel cuore dell’Umbria.

Si continua con la presentazione del libro di Italo Moscati Luca Ronconi un grande maestro negli anni dei guru (Ediesse) e di Guardare il romanzo. Luca Ronconi e la parola in scena (Rubbettino Università) di Marta Marchetti.

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