ROBERT REDFORD (81) SMETTE DI FARE L’ATTORE: FORSE FA BENE. PURE CLINT EASTWOOD L’AVEVA DETTO, MA CI HA RIPENSATO
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ROBERT REDFORD (81) SMETTE DI FARE L’ATTORE: FORSE FA BENE. PURE CLINT EASTWOOD L’AVEVA DETTO, MA CI HA RIPENSATO

Lo so, vado controcorrente rispetto alla quasi totalità dei commenti, perlopiù di questo tenore: «No, Robert, non lo fare». Invece mi pare una scelta saggia, specie se sarà confermata, quella annunciata da Robert Redford. Sulla sua bravura non ci piove, possiede ancora un notevole carisma, sa sempre imporsi sul grande schermo con quella meravigliosa voce, anche in ruoli da anziano pimpante, nelle più diverse declinazioni: navigatore solitario, ex terrorista sessantottino, capo dei servizi segreti, ex insegnante vedovo, scrittore annoiato. E tuttavia bisogna riconoscere che, a causa di alcuni ritocchi plastici, la sua faccia ha preso una strana piega negli ultimi tempi. Magari se ne è reso conto pure lui.

Come forse sapete, l’attore statunitense ha annunciato che The Old Man & The Gun, in uscita negli Stati Uniti il 28 settembre con Fox Searchlight, sarà il suo ultimo film da attore. In un’intervista a Entertainment Weekly, la star progressista di Hollywood, 81 anni, ha confermato che manterrà la promessa fatta nel 2016, e cioè ritirarsi dalle scene dopo Le nostre anime di notte, realizzato per Netflix nel 2017 accanto a Jane Fonda, e appunto questo crepuscolare/avventuroso The Old Man & The Gun” di David Lowery. Una sorta di romantica ballata senile su un rapinatore davvero esistito, Forrest Tucker, che scappa dal penitenziario di San Quintino a 70 anni e, tra un colpo e un altro, incontra una donna, cioè Sissy Spacek, di cui si innamora, riamato.

Sarà davvero l’ultima volta? Anche Clint Eastwood e Daniel-Day Lewis avevano promesso di andare in pensione, ma ci hanno ripensato: il primo, a 88 anni, ha appena girato The Mule, pure in veste di attore; il secondo, a 61 anni, è reduce dal molto applaudito Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson. Altri invece, forse stanchi o delusi, o semplicemente alle prese con gli acciacchi della vecchiaia, hanno lasciato davvero. Come Jack Nicholson, Albert Finney, Sean Connery, soprattutto Gene Hackman. A 74 anni, dopo l’atroce Due candidati per una poltrona, Hackman decise che non ne valeva più la pena e si trasferì nel suo ranch in Nuovo Messico a scrivere romanzi western. Mentre, al contrario, due come Max Von Sydow e Christopher Plummer, entrambi classe 1929, continuano allegramente a macinare serie tv e film impegnativi, non mostrando alcuna voglia di lasciare. Anzi.    

«Mai dire mai» ha aggiunto infatti Redford, pur confermando l’intenzione di mollare, o di rallentare molto l’attività. «Visto che faccio l’attore da quando avevo 21 anni, ho pensato: beh, è abbastanza». In effetti, sessant’anni di carriera possono bastare. Dipende dalle priorità della vita, diciamo pure dal successo commerciale degli ultimi film. Redford, però, potrebbe proseguire la sua carriera stando dietro la macchina da presa. E farebbe bene. Perché ha un notevole talento nel pilotare gli attori. Il cineasta ha ricevuto un premio Oscar come miglior regista per Gente comune nel 1981 e uno alla carriera, nel 2002. Il suo ultimo film da regista, bello e sfortunato, si chiama Le regole del silenzio - The Company You Keep, del 2012. Se passa in tv, vi consiglio di non perderlo. 

Michele Anselmi per SIAE

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