"REBUILDING EUROPE WITH CULTURE": MERCOLEDì 8 DICEMBRE L'EVENTO ONLINE DI GESAC
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"REBUILDING EUROPE WITH CULTURE": MERCOLEDì 8 DICEMBRE L'EVENTO ONLINE DI GESAC

GESAC – il Gruppo Europeo delle Società di Autori e Compositori, di cui SIAE fa parte, ha organizzato per la giornata di mercoledì 8 dicembre, in collaborazione con FEP - Federation of European Publishers, la conferenza online “Rebuilding Europe with Culture”. L'evento si inserisce nell'ambito dell'omonima campagna #RebuildingEurope, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e i decision maker sul ruolo della cultura nel contesto dell’economia europea, e di assicurarle un ruolo di primo piano nell’implementazione delle politiche di ripresa in tutta Europa.

La campagna prende le mosse dai risultati dello studio Rebuilding Europe: the cultural and creative economy before and after COVID-19, pubblicato nel gennaio 2021. L’analisi, realizzata da Ernst & Young, aveva messo in evidenza la vivacità dell’economia culturale e creativa europea prima della pandemia assieme ai devastanti effetti delle misure restrittive a seguito dell’emergenza sanitaria.

Considerato il contributo cruciale delle industrie culturali e creative all’intera economia europea, e il potenziale che esse hanno per risollevare l’UE dalla crisi, lo studio arrivava alla conclusione che il settore dovrebbe essere centrale negli sforzi di ripresa dell’Europa e raccomandava un approccio in tre direzioni: “finanziamento, potenziamento, valorizzazione”. Il report suggeriva inoltre un massiccio finanziamento pubblico e la promozione dell’investimento privato, un quadro legale solido che crei le condizioni necessarie a rivitalizzare l’economia creativa e salvaguardare la sua crescita a lungo termine e di fare leva sulla capacità delle ICC e dei talenti creativi individuali per stimolare il progresso sociale.

La conferenza-evento vedrà la partecipazione di personalità politiche di alto profilo a livello comunitario, tra cui il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli.

Un’occasione, quella di domani,per riflettere sul ruolo della cultura nei piani di ripresa e resilienza in Europa, e sull’importanza strategica del settore nel futuro dei 27 Paesi e dell’intera area economica.

 

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Gli highlights dello studio “Rebuilding Europe”

Nel 2019, le ICC (Industrie Culturali e Creative) rappresentavano il 4,4% del PIL dell’UE in termini di volume d’affari, con incassi annui di 643 miliardi di euro e un valore totale aggiunto pari a 253 miliardi di euro. Le ICC erano anche uno dei settori con più posti di lavoro in Europa: impiegavano più di 7,6 milioni di persone, un numero 8 volte superiore rispetto a quello del settore delle telecomunicazioni.

Con un tasso annuale del +2,6% dal 2013, le ICC crescevano molto più velocemente della media UE (+2%) riportando un surplus nella bilancia commerciale per i beni culturali pari a 8,6 miliardi di euro (secondo le ultime cifre disponibili), a riprova del ruolo centrale dell’Europa come potenza culturale nell’economia mondiale. Il settore inoltre presentava uno scenario favorevole anche in termini di innovazione tecnologica, diversità di genere e impiego dei più giovani.

Con l’emergenza Covid-19, secondo lo studio le ICC hanno subito un impatto persino peggiore dell’industria del turismo, e solo di poco inferiore al danno subito dall’industria del trasporto aereo. Le ICC hanno registrato perdite per oltre il 30% del loro volume di affari nel 2020 – una perdita aggregata di 199 miliardi di euro – con la musica e le arti dello spettacolo che hanno riportato una contrazione pari, rispettivamente, al 75% e al 90%.

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