Progetto CO2: un convegno a Pavia sul ruolo della musica in carcere
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Progetto CO2: un convegno a Pavia sul ruolo della musica in carcere

Le chiavi nascoste della musica è il titolo scelto per il convegno organizzato ieri dal CPM Music Institute del Maestro Franco Mussida all’Università di Pavia. Il convegno, che ha visto la presenza del Maestro Mario Lavezzi in rappresentanza di SIAE, è stata l’occasione per fare il punto sul ruolo delle arti – musica, teatro e letteratura – nei luoghi di detenzione e per parlare dei dati del metodo di ascolto musicale sperimentale CO2 testato in quattro carceri italiane (Opera, Monza, sezione femminile di Rebibbia e Secondigliano). Il metodo, che prevede l’utilizzo della musica a scopo pedagogico e rieducativo, è stato ideato da Franco Mussida e realizzato dal CPM Music Institute. E' finanziato dalla Società Italiana degli Autori ed Editori, patrocinato dal Ministero di Grazia e Giustizia e opera sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Nell’ambito del suo impegno sociale e civile, SIAE dedica infatti una particolare attenzione al mondo carcerario. Accanto al progetto CO2, sostiene sin dalla prima edizione il Premio Letterario Goliarda Sapienza-Racconti dal carcere, destinato ai detenuti delle carceri italiane, ideato da Antonella Bolelli Ferrera,  e, in collaborazione con gli istituti penitenziari, anche il Palcoscenico della Legalità, un progetto organizzato dalla Fondazione Silvia Ruotolo onlus che vuole offrire un percorso formativo con l’obiettivo di creare una sinergia tra teatri, carceri, scuole e società civile. 

Dopo tre anni di sperimentazione in quattro carceri italiane, è stato confermato che l’ascolto consapevole della musica consente ai detenuti di rimettere in moto un “sentire” atrofizzato da anni di detenzione. Un centinaio di detenuti nei carceri di Opera, Monza, sezione Femminile di Rebibbia e Secondigliano, assistiti settimanalmente da musicisti, hanno svolto un percorso di ascolto personalizzato di migliaia di brani di sola musica strumentale. Le composizioni, inserite in speciali audioteche, sono state suggerite da musicisti e da amanti della musica in relazione a uno schema messo a punto da una equipe di psicologi e sociologi su indicazione di Franco Mussida, che da trent’anni si occupa di osservare e codificare alcuni effetti prodotti dalla musica sugli stati d’animo individuali.

“Grazie di cuore a tutti quelli che hanno lavorato a ogni titolo attorno a questo progetto – ha scritto ieri Franco Mussida sulle pagine del Corriere della Sera - e che ci hanno aiutato, a dimostrare quello che Le chiavi nascoste della musica, il titolo del convegno promosso dall’Università di Pavia, rende pubblico: ovvero che la musica di tutte le epoche e di ogni stile, proposta in modo consapevole come strumento educativo del sentire affettivo, è un mezzo straordinario che ha il potere di cambiare l’uomo in meglio e, così facendo, di trasformare il mondo in cui vive”.

Nella foto: Mario Lavezzi (SIAE), Achille Saletti (presidente comunità Saman), Franco Mussida (presidente CPM Music Institute), Paolo Foschini (Corriere della Sera) e don Antonio Mazzi

 

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