Premio Racconti dal Carcere, proclamati i vincitori al Salone del Libro di Torino
CondividiShare this article Google+ Facebook twitter Email

Premio Racconti dal Carcere, proclamati i vincitori al Salone del Libro di Torino

Il Salone Internazionale del Libro di Torino, un nuovo scenario, un luogo pubblico, di cultura, animato da lettrici e lettori appassionati, ha ospitato ieri la cerimonia finale della VII edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, unico concorso letterario internazionale rivolto a persone detenute, che vede nelle vesti di Tutor scrittrici e scrittori italiani fra i più autorevoli. Madrina, la scrittrice Dacia Maraini. A condurre l’evento, la giornalista Antonella Bolelli Ferrera, ideatrice e curatrice del Premio e l’attore Andrea Sartoretti.

Una variegata giuria, presieduta da Elio Pecora e composta per la prima volta oltre che da giornalisti e scrittori (Edoardo Albinati, Ritanna Armeni, Pierluigi Battista, Silvia Calandrelli, Fulvio Ervas, Paolo Fallai, Isabella Fava, Paolo Giordano, Daria Galateria, Lorenza Bizzarri, Antonella Lattanzi, Mariacarmela Leto, Petunia Ollister, Angelo Pellegrino, Laura Pezzino, Nadia Terranova), anche da studenti liceali e grandi lettori, ha votato fra i quindici racconti in concorso, stabilendo i vincitori.

Il primo premio è stato assegnato a Sette Pazzi di “Edmond”: su un tema come la follia, tipico di molta tradizione letteraria e frequente nella vita reclusa, l’autore ha saputo costruire un racconto ingegnoso, con personaggi ben delineati e un finale sorprendente. Il Premio al Racconto Femminile più votato è andato a Ti ho ucciso di Patrizia Durantini: racconta, emozionando, l'inquietudine di un asprissimo conflitto fra padre e figlia, e riesce a volare alto sopra il tragico epilogo annunciato. Premio speciale Vatican News (partner di questa edizione del Premio Goliarda Sapienza) votato dagli ascoltatori attraverso la piattaforma online ex aequo a Cose che capitano a Palermo e Allegoria di un’espiazione senza attenuanti entrambi di Salvatore Torre alias Arizona: due racconti molto diversi e ben riusciti per originalità e grazie a una scrittura consapevole e coinvolgente. Ha ricevuto invece il Premio Speciale Si prontu? di Gesuele Ventrice: il racconto si chiude con una frase che per potenza comunicativa ha ispirato il titolo dell’antologia, “Avrei voluto un’altra vita”.

Presentato nel corso della premiazione, il libro Avrei voluto un’altra vita. Racconti dal carcere a cura di Antonella Bolelli Ferrera e pubblicato da Giulio Perrone editore, raccoglie i 15 racconti finalisti del Premio Goliarda Sapienza. “Sono racconti che lasciano il segno – ha detto Elio Pecora – vite travagliate, attraversate da esperienze terribili e vicende faticosissime, che trasmettono però una stupefacente forza vitale”. 

Hanno partecipato alla premiazione finaliste e finalisti provenienti dalle Case di Reclusione di Rebibbia, di Saluzzo e dalla Casa Circondariale di Rebibbia Femminile. “Per alcuni di loro è stata la prima volta che, dopo molto tempo, si sono trovati fuori, fra la genteha detto Antonella Bolelli Ferrera Presentare il libro con i loro racconti e consegnare i premi al Salone del Libro, rappresenta anche l’auspicio di una conclusione positiva del loro percorso: qualcosa che nasce dentro ma che conduce fuori con il corpo e con la mente”. Tra gli Scrittori-Tutor, hanno partecipato alla premiazione Paolo Di Paolo, Dacia Maraini, anche madrina del Premio, Erri De Luca e Pino Corrias.

Il Premio Goliarda Sapienza nasce con l’obiettivo principale di contribuire a dare concreta espressione all’art. 27 della Costituzione, nella convinzione che l’atto della scrittura e della lettura induca un circolo virtuoso in favore del recupero della persona detenuta. E' promosso da InVerso Onlus – Associazione per la diffusione della letteratura e dalla scrittura presso le categorie socialmente svantaggiate, DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e SIAE. “La creatività permette di superare ogni barriera - ha dichiarato Gaetano Blandini, Direttore Generale SIAE - anche quella del carcere, riuscendo a restituire la libertà allo spirito. Come Società Italiana degli Autori ed Editori siamo orgogliosi di essere al fianco del Premio Goliarda Sapienza sin dalla sua nascita. Grazie alla scrittura infatti anche chi vive la dura realtà della detenzione può portare all’esterno la propria voce attraverso un’esperienza molto coinvolgente e fortemente riabilitativa”.

Alla VII edizione del Premio è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica. Sono stati concessi inoltre i patrocini di: Senato della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Giustizia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Città di Torino. 

Related