Palcoscenico della legalità, al Napoli Teatro Festival i ragazzi di Airola
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Palcoscenico della legalità, al Napoli Teatro Festival i ragazzi di Airola

Aspettando il tempo che passa, lo spettacolo realizzato e allestito con i ragazzi dell’Istituto Penale per i Minorenni di Airola, è in scena stasera al Teatro Nuovo nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia. Lo spettacolo è parte integrante del progetto “Palcoscenico della legalità”, sostenuto da SIAE, che a partire da aprile 2015 si è proposto di coinvolgere i detenuti in un laboratorio di formazione sui mestieri del teatro, dalla scenotecnica alla scrittura drammaturgica, fino all'allestimento di suoni e luci. Il percorso di formazione professionale, improntato sul lavoro di squadra, si è posto l’obiettivo di offrire ai partecipanti gli strumenti utili per aprirsi alla conoscenza dei linguaggi e delle tecniche teatrali. La costruzione drammaturgica – condensata nel laboratorio guidato da Emanuela Giordano – è il risultato del “flusso di coscienza” dei ragazzi che hanno partecipato attivamente alla realizzazione dello spettacolo.

In scena gli attori Giuseppe Gaudino, Veronica Montanino, Adriano Pantaleo e Salvatore Presutto raccontano il tempo che in carcere passa diversamente, sospeso tra incertezze sul futuro e percezione di un presente che resta in attesa di essere vissuto pienamente, liberamente. la realtà è immaginata come un’altalena, che oscilla tra umori e desideri, confusioni e certezze. La speranza è rappresentata da una fata turchina, accompagnata da un grillo parlante: “la nostra buona e scomoda coscienza”. 

“Sostenere questo progetto in grado di creare una sinergia tra teatri, istituti penitenziari, scuole e società civile è per noi motivo d’orgoglio – ha detto il Direttore Generale SIAE Gaetano Blandini -  E’ un percorso formativo che nasce con un fine socialmente utile, per dare ai detenuti la possibilità di partecipare ad un laboratorio per imparare a lavorare insieme, con disciplina di gruppo. La cultura e la conoscenza sono sinonimo di libertà: aprono la mente e arricchiscono lo spirito. E questa iniziativa, così densa di umanità e passione, incoraggia la crescita culturale, portando un po’ di libertà, la libertà creativa, anche in un contesto come il carcere”.

 

 

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