Nuovo marchio UE: ecco cosa cambia
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Nuovo marchio UE: ecco cosa cambia

Entra oggi in vigore il Regolamento UE 2015/2424, che apporta significative modifiche alla disciplina del marchio comunitario omologando la tutela in tutto il territorio dell’Unione.

Oltre all’abolizione dell’obbligo di rappresentazione grafica, il marchio cambia la propria denominazione. Da adesso, infatti, si chiamerà marchio dell’Unione Europea. Muta anche la denominazione del relativo ufficio competente per la registrazione: l’Ufficio Armonizzazione Mercato Interno (UAMI) assumerà il nome di Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (UEPI in italiano, o EIPO in inglese). L’adeguamento dei marchi esistenti in marchi dell’Unione Europea sarà automatico, senza necessità di alcuna richiesta specifica, e l’UEPI offrirà anche un servizio di mediazione per la risoluzione di controversie.

Un’altra novità interessa l’aspetto fiscale della tutela. Sull’intero territorio UE, l’entrata in vigore delle prescrizioni contenute nel Regolamento comporterà, per i marchi commerciali, una riduzione della tassa di registrazione e rinnovo: rispetto al modello previgente, la riduzione dei costi per le imprese sarà fino ad un massimo del 37%. A livello procedurale, invece, nuove disposizioni volte alla semplificazione di alcune formalità richieste per il conferimento del diritto esclusivo (marchio), per la presentazione di opposizione e il sequestro dei prodotti.

Alla base della riscrittura di alcuni dei punti della normativa c’è la necessità di nuove regole per un mercato che cambia repentinamente: norme che, dai requisiti del marchio alla relativa tassazione, rappresentano l’adeguamento legislativo alle diverse dinamiche della circolazione dei beni e dei servizi.

Tutte le informazioni specifiche sono reperibili sul sito dell’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale.

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