Natalia Ginzburg a cento anni dalla nascita
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Natalia Ginzburg a cento anni dalla nascita

Il centenario della nascita della scrittrice Natalia Ginzburg è stato ricordato oggi a Palermo, sua città natale, con la posa di un pannello commemorativo al civico 101 di via Libertà. Presenti, oltre al sindaco Leoluca Orlando e all'assessore alla cultura Andrea Cusumano, Carlo Ginzburg, figlio della scrittrice, Malcolm Einaudi, presidente della Fondazione Einaudi di Torino, che ha donato il pannello in majolica, il rabbino Paolo Pinhas Punturello e la presidente del Centro di cultura ebraica di Palermo, Evelyne Aouate. L'attore Bruno Di Chiara ha letto alcuni testi della scrittrice.

Palermitana quasi per caso, Natalia Levi (questo il suo cognome alla nascita) è cresciuta a Torino dove si sposerà con Leone Ginzburg, seguendolo poi al confino e quindi a Roma, dove morirà torturato dai nazifascisti a Regina Coeli. Proprio in quegli anni comincia a scrivere e pubblica nel 1942 i racconti La strada che va in città con il nome di Alessandra Torinimparte, in quanto ebrea. Ad attirare l'attenzione della critica, mentre lei inizia a lavorare per la casa editrice Einaudi, sono le sue opere successive, da Tutti i nostri ieri a Le voci della sera sino a Lessico famigliare che nel 1963 si aggiudica il Premio Strega.

Figura di primo piano della letteratura italiana che ha dato un contributo fondamentale alla cultura del nostro Paese, la Ginzburg è stata una protagonista del Novecento non solo con i suoi libri ma anche in virtù del suo lavoro editoriale svolto per Einaudi. Negli anni Settanta inizia la sua terza vita, quella di giornalista. In questo periodo è collaboratrice assidua del Corriere della Sera che ne pubblica gli elzeviri su argomenti di critica letteraria, costume, cultura e teatro. Ma l’inizio del terrorismo fa sviluppare e crescere anche la quarta vita di Natalia Ginzburg, quella dell’attivismo politico e del risveglio della coscienza civile fino all’elezione in Parlamento nella file del Pci nel 1983.

“Il mio mestiere è quello di scrivere”. Amava rispondere così Natalia Ginzburg a chi le chiedeva che cosa facesse nella vita. La scrittrice si spense il 7 ottobre del 1991, non senza aver finito ultima impresa, una traduzione di Une Vie, di Maupassant, che, pare, completò due giorni prima della sua morte.

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