Napoli, i piccoli musicisti dell’orchestra dei quartieri
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Napoli, i piccoli musicisti dell’orchestra dei quartieri

Aiutare a prevenire o a superare il disagio e la dispersione scolastica, creare energie positive, far emergere le qualità umane e sociali presenti in ogni persona: con questi obiettivi è nata a Napoli l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli. Un laboratorio orchestrale sperimentale di carattere artistico, educativo e sociale che proprio in questi giorni ha ottenuto un importante riconoscimento con l'inserimento nel Sistema nazionale dei cori e orchestre infantili del Sistema Abreu. Ne parliamo con il fondatore e presidente Enzo De Paola.

Da poco l’Orchestra dei Quartieri Spagnoli fa parte del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili del Sistema Abreu. Ci può spiegare che cos’è?

E’ un modello didattico musicale che è stato ideato e promosso in Venezuela dall’ex ministro della cultura José Antonio Abreu che consiste in un metodo di educazione musicale con accesso gratuito e libero per bambini di tutti i ceti sociali. Siamo molto orgogliosi del fatto che anche la nostra Orchestra, che era nata ispirandosi al modello venezuelano, sia stata inserita a pieno titolo nel Sistema nazionale.

Come è nata l’idea di creare un’orchestra ispirata al Sistema Abreu a Napoli?

L’orchestra è nata circa due anni fa da un’idea di Gino Paoli, ex presidente SIAE, per fare in modo che in un quartiere a rischio i ragazzi vengano attratti dal bello e abbiano un’occasione per stare insieme per fare qualcosa di positivo. Grazie al contributo di SIAE abbiamo potuto acquistare i primi venti strumenti per far partire l’orchestra. Il ruolo di SIAE, che tuttora sostiene il progetto, è stato fondamentale per la nascita di questa iniziativa.

I ragazzi vengono da uno dei quartieri più difficili di Napoli. Come sono stati selezionati?

Il metodo Abreu non prevede una selezione. I ragazzi vengono subito inseriti nell’orchestra. Abbiamo iniziato con ventisette elementi, attualmente l’orchestra è formata da quarantadue ragazzi. La fascia di età va dagli otto ai tredici anni. E’ stato inserito solo un ragazzo autistico più grande. Questa esperienza per lui è stata davvero molto positiva e adesso suona molto bene il contrabbasso.

Come sono organizzate le attività dell’orchestra?

Per ogni strumento c’è un insegnante. Un giorno a settimana ogni ragazzo fa lezione individuale con il maestro del proprio strumento, un altro giorno tutti i ragazzi che suonano lo stesso strumento fanno una lezione collettiva e poi il venerdì suonano in orchestra nella sede del FoQus, un grande progetto di rigenerazione urbana nato proprio all’interno dei Quartieri Spagnoli, per provare i brani del repertorio che si arricchisce sempre di più.

Quali sono i prossimi impegni?

L’orchestra è molto richiesta ma a gennaio e febbraio abbiamo scelto di non far esibire i ragazzi e di farli concentrare sullo studio. In generale, cerchiamo di scegliere delle location che stimolano la curiosità delle persone. Abbiamo in programma ad esempio di fare dei concerti sulla tomba di Virgilio e di Leopardi, dei luoghi che anche per i ragazzi possono avere un significato particolare. Da marzo partirà poi un nuovo progetto con la facoltà di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli. I ragazzi eseguiranno due o tre brani nel corso di un convegno in cui si parlerà proprio dell’utilità di un’esperienza come quella dell’Orchestra dei Quartieri Spagnoli che, oltre a dare la possibilità ai ragazzi di suonare, li porta a stare insieme in uno scambio positivo per tutti.

Foto: http://www.osqs.it/

Intervista di Maria Rosaria Grifone

 

 

 

 

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