Marie Heurtin dal buio alla luce, quando il cinema abbatte gli ostacoli
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Marie Heurtin dal buio alla luce, quando il cinema abbatte gli ostacoli

Arriva oggi nelle sale Marie Heurtin dal buio alla luce, il film di Jean-Pierre Améris che racconta la storia vera di una quattordicenne sorda e cieca che, grazie all’incontro con la giovane suor Margherita, esce dal suo isolamento imparando prima i segni dell’alfabeto muto, poi il metodo Braille, fino all’uso della macchina da scrivere, al cucito, al lavoro a maglia, alla storia e alla geografia. Il film, apprezzato dalla critica e dal pubblico in Francia, sarà accessibile anche alle persone sorde e cieche, grazie alla disponibilità di copie speciali con i sottotitoli e all'app Movie Reading con audio descrizioni realizzate ad hoc. Al di là dei circuiti ufficiali in sala e dei futuri sbocchi televisivi, la pellicola si candida a diventare uno strumento prezioso per le istituzioni e per le comunità educative ed è stato inserito anche nella lista di film consigliati per l'Anno Santo della Misericordia dalla Commissione nazionale di valutazione dei film della Conferenza episcopale Italiana.

Marie Heurtin - Dal buio alla luce è sostenuto in Italia da realtà che lavorano per superare le barriere intorno alle persone affette da disabilità, come La lega del Filo d’Oro. “La storia del film descrive una realtà che viviamo quotidianamente nella nostra esperienza, ma che è diversa caso per caso – ci spiega il segretario generale della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli - Purtroppo non sempre i risultati ottenuti sono paragonabili a quelli che vengono raggiunti dalla protagonista del film, ma sicuramente per far uscire i bambini dal loro mondo di buio e di silenzio servono persone con una preparazione adeguata e un’attenzione notevole verso la persona pluridisabile”.

In effetti, il caso di Marie Heurtin, frutto di duro lavoro e di tenacia, è considerato un miracolo e nel film il personaggio di suor Margherita è caratterizzato dall’incrollabile convinzione che sarebbe riuscita a creare una relazione con la giovane Marie, in fondo alla sua prigione interiore. Le tecniche che suor Margherita inventò sono usate ancora oggi?

Il film racconta una storia vera che però non si ripete così frequentemente perché le persone che nascono sordocieche purtroppo quasi sempre hanno anche altre minorazioni, per cui aprirsi verso l’esterno non è poi così semplice. Tuttavia nell’esperienza più che cinquantennale della Lega del Filo d’Oro sicuramente abbiamo riscontrato che se una persona che possiede una serie di conoscenze specifiche dedica ad un bambino il tempo necessario, questo bambino comincia a comunicare con il mondo esterno. Grazie a questo lavoro, sicuramente è possibile far acquisire al bambino delle autonomie a livello personale e un sistema codificato per esprimere alcuni bisogni e alcuni desideri. In casi particolari si riesce anche ad arrivare a dargli un livello di istruzione.

Pochi giorni fa è stata presentata una ricerca Istat-Lega del Filo d’Oro sulla sordocecità. Quali sono i dati più rilevanti che sono emersi?

Lo studio effettuato dall’Istat su nostra richiesta fa conoscere una realtà che anche dal punto di vista dei numeri è molto rilevante: in Italia ci sono circa 190.000 persone con problemi di vista e di udito. Ovviamente vengono prese in considerazione le persone di tutte le età. Solo gli ultrasessantacinquenni rappresentano circa l’88% dei casi. Per effetto dell’età dunque molte persone presentano problemi di vista e di udito. Questo è un dato sicuramente nuovo. L’altra cosa rilevante è che ci sono circa 10.000 bambini delle scuole dell’obbligo con queste problematiche. Quindi ci troviamo di fronte ad una situazione rilevante anche dal punto di vista numerico che merita delle risposte adeguate. All’interno delle scuole ad esempio è importante che ci siano insegnanti di sostegno con un certo tipo di preparazione, che sappiano interagire con un bambino con problemi di vista e di udito per aiutarlo a crescere nel modo migliore. La situazione è complessa e c’è ancora tanto da fare. Nel 2010 è stato fatto un importante passo avanti con l'approvazione della legge 107 sui diritti delle persone sordocieche, ma in buona parte è rimasta sulla carta e presenta lacune su cui abbiamo aperto un confronto con le istituzioni.

 

Intervista di Maria Rosaria Grifone

 

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