Lutto nel mondo della cultura italiana: è morto Vittorio Sermonti
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Lutto nel mondo della cultura italiana: è morto Vittorio Sermonti

E' morto ieri sera a Roma Vittorio Sermonti, scrittore, poeta, saggista, regista e traduttore, pioniere delle letture della Divina Commedia eseguite ovunque e instancabilmente, alla radio, in teatro, in televisione, nelle piazze. Aveva 87 anni. La sua ultima opera, un romanzo autobiografico uscito all'inizio dell’anno, Se avessero, che è stato tra i cinque finalisti del Premio Strega. Pochi giorni fa il suo ultimo tweet in cui annunciava che si sarebbe preso una pausa dai suoi impegni e qualche giorno di riposo.

Sermonti fin da ragazzino aveva coltivato una passione dantesca e nel 1987 la RAI gli affidò la registrazione radiofonica di tutti i cento canti della Commedia di Dante, da lui introdotti con una premessa critica del testo. Per questo sforzo si avvalse della collaborazione del famoso filologo Gianfranco Contini, portando a termine la registrazione nel 1992. Tre anni dopo iniziò le sue letture pubbliche della Commedia nella basilica di San Francesco a Ravenna, davanti a migliaia di persone. Negli anni successivi replicò ai Mercati di Traiano e al Pantheon di Roma, al Cenacolo di Santa Croce a Firenze, a Santa Maria delle Grazie a Milano e a Santo Stefano a Bologna. Le letture continuarono anche in Svizzera, Spagna, Regno Unito, Argentina, Cile, Uruguay, Israele, Turchia.

Vittorio Sermonti ha raccolto in tre volumi, pubblicati tra il 1988 e il 1993, il suo monumentale lavoro di commentatore e divulgatore: L'Inferno di Dante. Con la supervisione di Gianfranco Contini, Il Purgatorio di Dante. Con la supervisione di Gianfranco Contini e Il Paradiso di Dante. Revisione di Cesare Segre. Nel 2015 Rizzoli ha pubblicato nella collana Bur l'edizione definitiva.

Come amava ricordare, si è sempre occupato "dell'energia vocale latente nei testi letterari, ossia del rapporto fra la scrittura e la voce". Tra il 2006 e il 2007, sull'onda del successo delle letture dantesche, Sermonti ha letto in pubblico, prima a Milano e poi a Roma, la sua nuova traduzione dell'Eneide di Virgilio. Fra l'autunno 2009 e la primavera 2010 inoltre ha registrato per intero la versione definitiva dei cento commenti-racconto e delle cento letture della Commedia di Dante, dei dodici libri dell'Eneide e di 14 "racconti verdiani". Nel giugno 2012 ha registrato anche la sua traduzione delle Metamorfosi di Ovidio.

Sermonti ha pubblicato tre romanzi - La bambina Europa, Giorni travestiti da giorni, Novella storica su come Pierrot Badini sparasse le sue ultime cartucce -, un libro di racconti praghesi e un saggio-epopea sui campionati del mondo di calcio. E' autore di un libro di versi poetici - Ho bevuto e visto il ragno, cento pezzi facili - e di un volume di saggistica varia e stravagante, Il vizio di leggere. Ha pubblicato inoltre in rivista o in volumi miscellanei una serie di saggi su Mozart, Lorenzo Da Ponte, Emanuel Schikaneder, Pietro Metastasio, Ettore Petrolini, August Strindberg e altri personaggi.

Per la radio, ha scritto un gran numero di programmi, fra i quali quattro "interviste impossibili": con Giulio Cesare, Marco Aurelio, Otto von Bismarck, Vittorio Emanuele II, oltre alla primissima versione delle letture dantesche (1987-1992, poi ritrasmesse più volte). Nel bicentenario leopardiano, ha scritto un libretto d'opera per Giorgio Battistelli dal titolo Giacomo mio, salviamoci!, per il centenario verdiano 14 racconti estratti dalle partiture di altrettante opere verdiane eseguiti da lui stesso come voce recitante al Forte Spagnolo dell'Aquila tra il 2001 e il 2002; il libretto dell’opera da camera Considered as a Murderer per Luca Francesconi nel 2004). Ha scritto e curato inoltre la messinscena di tre spettacoli-collages (La religione del profitto, La mossa del cavallo e Amor circulus est bonus) andati in scena a Torino nelle stagioni 1977-78 e 1978-79. A cavallo del millennio si è impegnato in numerose conferenze-spettacolo su temi danteschi. Vittorio Sermonti era associato SIAE dal 1963.

"Oggi è un triste giorno, l'Italia perde una personalità di grande sapienza e profondità di pensiero di cui ci mancherà la voce". Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha commentato la scomparsa di Vittorio Sermonti.

Foto www.vittoriosermonti.it  

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