LE RECENSIONI DI GIAN LUIGI RONDI: UN PADRE, UNA FIGLIA
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LE RECENSIONI DI GIAN LUIGI RONDI: UN PADRE, UNA FIGLIA

Cristian Mungiu sta passo passo diventando il n.1 del cinema rumeno. Ogni film un premio, soprattutto a Cannes dove nel 2007 ha vinto la Palma d’Oro già con la sua opera seconda, 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. Anche il film che esce adesso nelle nostre sale, Un padre, una figlia ci arriva da Cannes dove l’hanno premiato per la migliore regia.

Un film drammatico, ma anche con uno sguardo in equilibrio attento fra la morale e la sociologia.

Siamo in Transilvania, in una piccola città di montagna, una ragazza ha vinto una borsa di studio in Gran Bretagna, ma prima della sua partenza deve ancora sostenere lì un esame che la introdurrà a pieni voti nell’università inglese cui è destinata. Sennonché, mentre torna a casa, subisce un’aggressione da cui è così sconvolta da non riuscire a presentarsi a quel semplice esame che l’attende, senza il quale, nonostante la sua borsa di studio, non avrebbe più nessun diritto alla frequenza, così si affretta, ma è in ritardo con le date stabilite per legge. Si fa avanti allora il padre che stravede per lei. Ce la mette tutta, anche violando la legge, con vari ambigui compromessi, anche corrompendo dei politici perché lo aiutino a violarla...

Il film è questo, il dilemma di un padre, persona per bene, stimata da quanti lo conoscono, messo adesso di fronte a un illecito, anzi, a una cattiva azione, pur di proteggere la figlia rimasta vittima di circostanze avverse. In più questa protezione, pur evitando un guaio serio alla ragazza, quale insegnamento le darà da parte di un padre esposto adesso a essere severamente giudicato?

Cristian Mungiu, che si è scritto anche il testo, ha lavorato di fino attorno a questo dilemma - paterno e sociale - e ha fatto in modo che il protagonista, anche solo con la sua presenza, metta bene in evidenza tutti gli aspetti del problema studiati molto abilmente all’interno della sua psicologia via via sempre più tormentata.

La manifesta con realismo quieto e quasi sommesso, la recitazione solida e misurata di Adrian Titieni uno degli attori più significativi del cinema e del tetro teatro che si fanno oggi in Romania.

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