LE RECENSIONI DI GIAN LUIGI RONDI: UN BACIO
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LE RECENSIONI DI GIAN LUIGI RONDI: UN BACIO

Oggi tutti parlano dei giovani, anche discettandone. I sociologi, ad esempio, gli psicologi, perfino gli antropologi. Naturalmente il cinema non ha mancato di dirci la sua puntualmente, come in passato. E non solo da noi, ma in Francia, negli Stati Uniti, con film catalogati ormai in tutte le storiografie. Vi si aggiunge ora questo film italiano, Un bacio, diretto da un regista, Ivan Cotroneo, noto come scrittore, e difatti autore anche del racconto con lo stesso titolo cui si è rifatto qui.

In una bella cittadina del Nord Italia. Una scuola, gli alunni, sui sedici anni, frequentano tutti il liceo. Tre in primo piano, Blu, una bella ragazza figlia di un industriale. Lorenzo, adottato da una coppia che gli vuole molto bene risarcendolo così del disamore di due precedenti genitori adottivi con cui, né lui né loro, erano riusciti ad accettarsi. Antonio, solitario, distante da tutti, solo interessato allo studio. Si intuisce che Lorenzo è omosessuale o “gay”, come dicono loro. È fiero, sicuro di sé anche quando qualcuno si sente spettegolare alle spalle o quando una insegnante lo critica perché si passa lo smalto sulle unghie. I tre, comunque, si legano vicendevolmente con una calda amicizia, così calda che, durante una gita che li avvicina moltissimo, disinibiti e seminudi, Lorenzo, incurante dei mormorii dei compagni sulla sua attrazione nei confronti di Antonio, tenta con lui un approccio piuttosto esplicito. Da qui l’ira dell’altro e fine della loro amicizia. Antonio però, ferito nella sua solitudine e forse in preda a sentimenti che furiosamente rifiuta, andrà ben oltre le sue ripulse…

Uno studio di caratteri, un’analisi attenta e forse anche sottile delle reazioni di sedicenni proprio nel momento della loro crescita. Con la possibilità di animarvi attorno altri personaggi, altri caratteri, arrivando alla proposta di un coro abilmente costruito per ridarci un ritratto preciso e sincero dei sedicenni di oggi, visti sui banchi di un liceo e poi in casa con le loro famiglie, in sintonia con alcune, in polemica con altre.

Dominano questo coro tre interpreti quasi esordienti per quel che riguarda il cinema: l’italoaustriaco Rimau G. Ritzberger, nelle vesti da protagonista del fiero e un po’ narcisista Lorenzo, Leonardo Pazzagli, il solitario Antonio, Valentina Romani, l’amica comprensiva di entrambi. Segnalo la bella colonna sonora con canzoni note a tutti i giovani e le calde, suggestive immagini firmate dal migliore autore della fotografia che abbia il nostro cinema, Luca Bigazzi.

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