LE RECENSIONI DI GIAN LUIGI RONDI: MIAMI BEACH
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LE RECENSIONI DI GIAN LUIGI RONDI: MIAMI BEACH

I fratelli Vanzina, Carlo regista, Enrico sceneggiatore, hanno avuto sempre la furbizia (e l’abilità) di rivestire di spunti nuovi, e sempre comici, i filoni delle tipiche commedie in cui inserivano i loro film. Un esempio per tutti, il sempre applaudito filone “vacanze” che non accenna ancora ad esaurirsi. In attesa, ecco però i Vanzina sperimentarne un altro, sia pure innestandolo sul primo, quello degli italiani all’estero senza le vacanze come motivo dei loro viaggi. Hanno cominciato con South Kensigton ambientando a Londra le vicende anche sentimentali di due italiani, con molti di quei difetti attribuibili di solito a certi nostri compatrioti all’estero. Continuano oggi con questo Miami Beach che fa il punto, anziché su due soli italiani, su una vera moltitudine perché quella celebre località americana sembra popolata per metà da italiani. Non però con occasioni di svaghi ma – addirittura - per studiarvi nelle sue università. Naturalmente per far numero agli studenti, non bastando così, ecco aggiungersi quei loro genitori che hanno avuto il desiderio di accompagnarli, quel padre che piomba in città perchè è riuscito a scoprire che sua figlia è li dopo averlo piantato in aeroporto rinunciando a una non gradita vacanza in Bretagna mentre a Miami invece dovrebbe svolgersi un famoso concerto dei più importanti deejay del mondo. E via discorrendo...

Tutta questa gente, com’è ovvio, oltre a qualche truffa, si crea problemi sentimentali ed anche sessuali perché è tutta in età da provarli e poi risolverli nel corso di quel che resta dell’azione. Ecco così, cominciando con gli adulti, il padre di uno studente passare una notte di fuoco con la madre di una studentessa. Intanto i figli, pur se all’inizio i genitori si erano bisticciati, (lei milanese, lui romano, anzi romanesco...) trovano la via giusta per amarsi, anche se senza “notti brave” come i genitori perché, essendo forse entrambi minorenni, vanno tenuti lontani da certe cose (almeno in un film). Gli altri minorenni, comunque, tentano spesso di varcare quei limiti ma finiranno sempre per avere spazi maggiori per loro le cifre sentimentali, colorite, anzi colorate, come, tutto sommato, è il clima stesso del film che, debbo confessarlo, per certe battute mi ha fatto ridere di gusto. Il merito, oltre a Enrico Vanzina che le ha scritte, va ai tanti interpreti che le hanno pronunciate, cito in mezzo Ricky Memphis, il padre che cerca la figlia, Neva Leoni, la figlia, e Giampaolo Morelli, il ragazzo mezzo truffatore di cui quella figlia s’innamora.

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