La scomparsa di Bud Spencer, gigante buono del cinema italiano
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La scomparsa di Bud Spencer, gigante buono del cinema italiano

Carlo Pedersoli, classe 1929, per tutti Bud Spencer, è morto ieri in un ospedale romano. E’ stato protagonista di una carriera lunga e poliedrica nella quale, accanto ai film più popolari, c'è stato spazio anche per il thriller con Dario Argento in Quattro mosche di velluto grigio, per il cinema d'autore con Ermanno Olmi e persino per il dramma di denuncia civile con Torino nera di Carlo Lizzani. Per tutti era il gigante buono che menava sganassoni sempre in coppia con l'amico Terence Hill. Insieme o separati, Bud spencer e Terence Hill hanno scritto infatti momenti diversi e importanti di alcune tra le stagioni più felici della produzione italiana, dalla serie indimenticabile degli “spaghetti western” all'avventura comica.

Carlo Pedersoli era nato a Napoli, nel quartiere Santa Lucia, il 31 ottobre del 1929. E l'anno scorso è stato festeggiato nella sua città con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera che gli aveva consegnato il sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo. Quando Carlo ha appena 11 anni tutta la famiglia si trasferisce a Roma. Lasciati gli amici di scuola (tra cui Luciano de Crescenzo), il ragazzo si iscrive al liceo e a un corso di nuoto, risultando brillante in entrambi i casi, tanto che arriva all'università (facoltà di chimica) ad appena 17 anni. A guerra finita, però, i Pedersoli si trasferiscono a Rio de Janeiro e Carlo deve abbandonare gli studi. Farà l'operaio, il bibliotecario, il segretario d'ambasciata. Tornato a Roma, può riprendere gli studi (questa volta giurisprudenza, laurea che porterà a buon fine) ma soprattutto l'attività in piscina dove si segnala presto come un vero asso. Grazie fisico scultoreo, viene scritturato come comparsa in Quo vadis? e poi finisce sul set di Annibale. Tocca a Mario Monicelli affidargli il primo, vero ruolo, quello del manesco Nando in Un eroe dei nostri tempi (1955). Dopo i Giochi di Roma del 1960, torna in Sudamerica. Rientrato in Italia apre una propria società, sposa Maria Amato (la figlia del grande produttore Peppino Amato), mette al mondo i primi due figli e scrive canzoni ottenendo un discreto successo. Con il cinema la gavetta è lunga e Bud Spencer conquista il ruolo di protagonista nel western Dio perdona io no soltanto nel 1967 in coppia con Mario Girotti, vero nome di Terence Hill. I due decideranno, alla fine delle riprese, di cambiare i propri nomi sui manifesti per attrarre il pubblico. Sarà il film successivo Lo chiamavano Trinità (1970) a consacrare il successo personale del duo. “Ho perso il mio amico più caro, sono sconvolto” è stata la prima dichiarazione di Terence Hill alla notizia dell’improvvisa morte di Bud Spencer.

"Ciao Bud Spencer. Ti abbiamo voluto bene in tanti" ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo aver appreso la notizia della morte dell'attore. Con Bud Spencer "scompare un grande interprete del nostro cinema che nel corso della sua lunga carriera ha saputo divertire intere generazioni e conquistare il pubblico con la sua grandissima professionalità". Così il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini che si è stretto alla famiglia dell'attore. Bud Spencer era associato alla Società Italiana degli Autori ed Editori dal 1963.

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