La giovane creatività di Daniele Magro
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La giovane creatività di Daniele Magro

Daniele Magro, classe 1989, agrigentino trapiantato a Roma, ne ha fatta di strada da quando ha partecipato alla seconda edizione di X Factor, arrivando alle semifinali grazie alla sua gran bella voce dal timbro inconfondibile. Il suo talento lo ha portato infatti a scrivere per alcuni dei maggiori nomi della musica leggera italiana. I suoi brani scritti per Emma Marrone L'amore non mi basta e Trattengo il fiato hanno scalato le classifiche. Entrambi inseriti nell’album multiplatino Schiena, sono stati premiati – rispettivamente – come singolo di platino e singolo d’oro. Per Noemi, con la quale ha condiviso l’esperienza di X Factor, ha scritto il brano Tutto l’oro del mondo, presente nell’album Made In London. E’ presente inoltre nel disco di Michele Bravi, il vincitore della settima edizione di X Factor, dove firma la title-track A passi piccoli, accanto a nomi del calibro di Giorgia, Tiziano Ferro, Luca Carboni, James Blunt e Tiromancino. Ha scritto anche per Chiara, che aveva vinto la sesta edizione di X Factor, firmando i singoli Un giorno di sole - che è stato certificato da FIMI il 9 maggio scorso come disco d'oro - e Il rimedio la vita e la cura tratto dall’album Un giorno di sole. Daniele Magro è anche autore di Avrò cura di tutto e Fidati ancora di me presenti nell’ultimo album di Alessandra Amoroso Vivere a colori, premiato con disco di platino a un mese della sua uscita. L’ultimo successo radiofonico di questi mesi che porta la sua firma è Come un’ora fa, interpretato da Giusy Ferreri.

Come è iniziata la tua fortunata avventura nel mondo della musica?

Dal punto di vista autorale è iniziata quando il produttore Fabrizio Ferraguzzo ha contattato il mio editore perché stava cercando dei brani per il disco di Emma Schiena. Il successo del disco di Emma e dunque delle mie canzoni (L’amore non mi basta, Trattengo il fiato) mi ha così permesso di farmi conoscere e apprezzare da pubblico e critica e dunque anche da molti degli artisti per cui ho avuto l’occasione di scrivere successivamente.

Alcuni tra i maggiori artisti italiani cantano le tue canzoni, partendo da Emma e Noemi e arrivando a Chiara, Alessandra Amoroso e a Giusy Ferreri. Come sono nate queste importanti collaborazioni?

Tutte le mie collaborazioni nascono sempre da una profonda e reciproca stima soprattutto umana con gli artisti. Proprio per questo, quando è possibile, prima di iniziare a scrivere qualcosa mi piace incontrarli di persona e scambiarci due chiacchiere. Il bello di questi incontri è che nella maggior parte dei casi si instaura una sintonia tale da far quasi passare in secondo piano la natura dell’incontro. Col tempo sto sempre più realizzando che questo tipo di approccio sia la cosa più giusta e utile per me come autore, ma anche la più edificante come essere umano.

Tu sei un autore a 360 gradi perché scrivi sia la musica che i testi. Di solito da dove parti?

Prima ancora che alla melodia do molta importanza al suono stesso delle parole che già da sole fanno melodia. Per questo motivo quando compongo una nuova linea melodica inserisco già delle parole in italiano che mi facciano da guida. Sono quasi sempre parole del mio uso quotidiano, oppure che descrivono immagini che mi hanno colpito e che mi appunto sul telefono. Quando trovo quelle giuste ci costruisco tutto intorno il mio testo e quasi automaticamente viene fuori anche il resto della melodia. Insomma, musica e testo insieme ma quest’ultimo per me è colui che detta le regole della canzone. 

Nonostante la tua giovane età, hai già raggiunto risultati importanti e riesci a vivere della tua creatività. Cosa significa questo per te?

Significa davvero tanto. Canto e scrivo canzoni dall’età di dodici anni. Ho un lungo percorso alle spalle e ho faticato molto per arrivare fin qui facendo sacrifici e lavorando sodo. In un periodo così critico per il mercato musicale poter vivere grazie ad una professione di “artigianato” come la mia, penso sia davvero un privilegio ma mi auguro sempre che un domani tutto questo possa essere la normalità per tanti altri giovani autori e cantautori. Credo profondamente nelle piccole realtà che fanno carriera e per questo in questi anni ho preferito declinare le proposte di major editoriali e rimanere fedele alla Skyline Music Group, società editoriale indipendente con cui lavoro ormai da sette anni.

SIAE punta molto sui giovani autori sostenendo progetti che abbiano come destinatari gli under 31. Per loro e per le start up editoriali è stato anche realizzato a partire dal 2015 l’azzeramento della quota associativa e sono state elaborate tariffe agevolate dedicate agli emergenti e alla costruzione della loro carriera artistica. Qual è il tuo rapporto con SIAE e quali proposte lanceresti per il futuro?

Da ventisettenne non posso non aver apprezzato l’azzeramento della quota associativa per gli under 31 e spero sia solo la prima di altre agevolazioni per i giovani iscritti SIAE. D’altronde, qualunque professione abbia alla base la creatività richiede degli investimenti e quindi che ben vengano iniziative di questo tipo che possano aiutarci. Penso anche che oltre al presente dei giovani iscritti si possa fare molto ancora per il loro futuro. In questo senso mi rivolgo al presidente Filippo Sugar che ha dimostrato in molte occasioni di essere vicino alle esigenze dei giovani artisti italiani.

Intervista di Maria Rosaria Grifone

Credito fotografico e copyright di Mary Stuart                  

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