LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO A SIPARI CHIUSI
CondividiShare this article Google+ Facebook twitter Email

LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO A SIPARI CHIUSI

Oggi è la Giornata Mondiale che lo celebra, ma il Teatro – come tutti gli altri settori e non solo della cultura e dell’arte – sta vivendo una fase storica dalla quale farà fatica a riprendersi. La Giornata del Teatro è nata nel 1962: fu Arvi Kivimaa, a nome del Centro Finlandese, a proporre la data, istituita a Vienna nel 1961 durante il IX Congresso mondiale dell'Istituto Internazionale del Teatro.

Dal 27 marzo 1962 è la prima volta che la Giornata si celebra a sipari chiusi.

Gli eventi in streaming non mancano, ma – come ricordano tutti coloro che vivono il teatro come mestiere oltre che come passione – la pandemia da coronavirus ha colpito duramente il settore.

Jean Cocteau fu l'autore del primo messaggio internazionale che ogni anno viene tradotto in diverse lingue e letto davanti agli spettatori nei teatri del mondo intero, pubblicato sui giornali e diffuso da radio e televisione nei cinque continenti.

Quest’anno è il drammaturgo pakistano Shahid Mahmood Nadeem l’autore del messaggio. E scrive: “A volte per scherzo diciamo: I cattivi tempi sono buoni per il teatro. Non mancano le sfide da affrontare, le contraddizioni a cui essere esposti e gli status quo da sovvertire. Il mio gruppo teatrale, io e Ajoka facciamo i funamboli su questa corda da oltre 36 anni. È proprio come camminare su una fune tesa: mantenere l’equilibrio tra intrattenimento ed educazione; tra indagare e imparare dal passato e prepararsi per il futuro; tra libera espressione creativa e scontri decisivi con le autorità; tra teatro socialmente critico ed economicamente sostenibile; tra l’idea di raggiungere le masse ed essere all’avanguardia. Si potrebbe dire che chi fa teatro debba essere un prestigiatore, un mago” (qui il testo integrale).

Carmelo Bene, con la sua capacità di visione e di passione per le sacre tavole che lo ha reso rappresentativo del nostro Teatro nel mondo, sembra parlarci oggi: “Il teatro è un non-luogo, non è un edificio, non è il Quirino, non è il Valle, non è l’auditorium di Via della Conciliazione. È quando si spegne la luce, è il buio e i cantori erano ciechi per questo. Parlare parole incomprensibili perché la gente non deve andare al teatro e riconoscersi, “…guarda, hanno le corna come noi, fanno proprio tale e quale a noi”, no non c’entra il “tale e quale”. Il teatro è questo buio perché non è il senso, è l’abbandono dello spettatore”.

Torneremo ad abbandonarci, e sarà in un luogo anche fisico, in una delle centinaia di sale della nostra Penisola.

Intanto, nel non-luogo, siamo vicini soprattutto oggi a chi del Teatro ha fatto il suo mestiere e si trova a vivere un momento di difficoltà.

#dallapartedichicrea

 

(Nella foto, Carmelo Bene e Laura D’Angelo in Romeo & Giulietta: storia di Shakespeare secondo Carmelo Bene - Biblioteca Museo Teatrale SIAE)

 

 

Related