L’universo di Zibba
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L’universo di Zibba

Rock delle origini, musica d’autore e atmosfere jazz: da questa miscela nasce nel 1998 la band Zibba e Almalibre, una delle realtà emergenti nel panorama musicale italiano. Da allora Sergio Vallarino, in arte Zibba, si afferma come una delle più interessanti realtà del cantautorato italiano e  colleziona importanti riconoscimenti, dal Premio Bindi nel 2011 alla Targa Tenco l’anno seguente. Nel dicembre 2013 scrive con Tiziano Ferro il brano La vita e la felicità, con cui Michele Bravi vince la settima edizione di X Factor, singolo che si aggiudica il Disco d'oro. Qualche mese dopo Zibba  partecipa con il brano Senza di te alla 64ma edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte, ottenendo il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio della Sala Stampa Radio-Tv-Web “Lucio Dalla”. Nel 2015 vince gli Onstage Awards nella sezione "Migliore Nuova Proposta Italiana". Contemporaneamente all’attività con gli Almalibre, Zibba partecipa ad altri progetti come Double Trouble e il Collettivo Dal Pane e sviluppa un’importante carriera come autore per Warner Chappell, scrivendo per Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè, Patty Pravo, Michele Bravi, Emma, Zero Assoluto e collabora con artisti come Jack Savoretti, Jovanotti, Tiziano Ferro, Alex Britti e molti altri. È produttore artistico di alcune realtà indipendenti.

Sei arrivato al grande pubblico soprattutto con la partecipazione al Festival di Sanremo nel 2014 e ti sei aggiudicato il premio della critica con Senza di te. Cosa è successo dopo quell’esperienza?

Sono successe molte cose, in realtà tutte insieme come se le energie si stessero allineando. Sono diventato padre pochi giorni prima di salire su quel palco, e da lì è iniziato un nuovo cammino, è stato il punto di partenza di una serie infinite di cose. Ma nello stesso tempo anche un momento indimenticabile che spero di ripetere. Quel palco mi è caro, perché sia il Tenco che il Festival sono stati due momenti bellissimi della mia carriera.

Oltre che per te, hai scritto per nomi del calibro di Emma, Max Pezzali, Patty Pravo, Cristiano De Andrè, Zero Assoluto, Eugenio Finardi, Alex Britti e collaborato con artisti come Jovanotti, e molti altri. Cambia il tuo rapporto con la scrittura quando crei per te o per altri artisti?

Decisamente. Quando non scrivo per me innanzitutto posso permettermi di non chiamare in causa le mie più intime paure o riflessioni e dedicarmi invece alla professione utile a scrivere per altri. Considerando ben altri punti di vista e ricordandosi che quando si arriva in casa d’altri si chiede permesso, si porta un pensiero e non si parla di cose sconvenienti a tavola. Metafore a parte quando scrivo per me è più “arte”. Quando scrivo per altri è più “professione”. La cosa che amo di più è quando le cose si fondono, quando si fa arte insieme. E credo quello sia il mio forte. Scrivere con un artista e non per un artista.

Arrivi dalla Liguria, terra di cantautori per antonomasia. Questa tua origine ha influenzato la tua musica e in che modo?

Sono per natura portato a non credere alle etichette, lo dimostra il fatto che a ogni disco cambio sound. È esistita una cosiddetta scuola genovese che è terminata con i suoi artefici, e non si può che ammirare quanta bellezza ne sia uscita. La Liguria è una terra strana, ancora la devo capire dopo quasi quarant’anni. E questo di certo mi è di continua ispirazione.

Hai iniziato anche a produrre dischi per artisti emergenti. SIAE punta molto sui giovani autori sostenendo progetti che abbiano come destinatari gli under 31. A partire dal 2015 per loro è stata azzerata la quota associativa e sono state elaborate tariffe agevolate dedicate agli emergenti e alla costruzione della loro carriera artistica. Cosa pensi di queste iniziative e quali proposte lanceresti per il futuro?

Mi sono iscritto a SIAE a 15 anni. Sono uno di quelli che ha fatto l’esame. Mi fa piacere che la società che tutela il nostro diritto si stia schierando dalla parte di chi la musica la vive e dei più giovani che stanno iniziando e più che mai hanno bisogno di incentivi. Finalmente uno sguardo al futuro che so non finirà qui. Spero non arrivi mai il momento in cui il diritto d’autore dovrà essere svenduto.

 

Credits: Niccoló Puppo / Damiano Serra

 

Intervista di Maria Rosaria Grifone

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