L’ULTIMO APPLAUSO A VITTORIO TAVIANI, MAESTRO DELL'IMPEGNO CIVILE
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L’ULTIMO APPLAUSO A VITTORIO TAVIANI, MAESTRO DELL'IMPEGNO CIVILE

“La scomparsa di Vittorio Taviani costituisce un grave lutto per il cinema e la cultura italiani, che perdono un indiscusso e amato protagonista” ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Vittorio Taviani aveva 88 anni ed era malato da tempo. Col fratello Paolo ha firmato capolavori del cinema italiano, regalando una testimonianza civile che ha attraversato tutta la cultura italiana per oltre cinquant’anni.

Numerosi i film di grande successo di una delle coppie più importanti del cinema italiano. Particolarmente apprezzato fu Padre padrone (1977), dal libro-simbolo dello scrittore sardo Gavino Ledda, vincitore della Palma d'Oro e del Premio della Critica al Festival di Cannes. La pellicola ottenne anche il Gran Prix al Festival di Berlino, il David di Donatello speciale e il Nastro d'Argento per la miglior regia. Del 2007 è La masseria delle allodole, tratto dall'omonimo bestseller della scrittrice Antonia Arslan che racconta il genocidio del popolo armeno durante la prima guerra mondiale, mentre nel 2012 i due registi hanno diretto Cesare deve morire, ambientato nel carcere romano di Rebibbia, che nello stesso anno è stato insignito dell'Orso d'oro al Festival di Berlino ed è valso ai Taviani i due maggiori premi ai David di Donatello, quelli di miglior film e di migliore regista. L’ultimo film, Una questione privata, è stato firmato solo dal fratello Paolo. “Ma il film mi appartiene, l’abbiamo sceneggiato insieme, scritto i dialoghi, scelto i luoghi e i protagonisti, Luca Marinelli, Lorenzo Richelmy e Valentina Bellè” raccontava Vittorio lo scorso ottobre. Paolo, da parte sua, lo ricordava così: “Alla fine dei ciak mi voltavo cercando una risposta da mio fratello, ma non c’era nessuno”.

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