Il sostegno delle Regioni alle start up
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Il sostegno delle Regioni alle start up

Da oggi è possibile presentare le domande di partecipazione al bando che la Regione Lazio destina alle start up culturali e creative, cofinanziando i costi di avvio e di primo investimento dei progetti con un massimo di 30.000 euro e fino all’80% dell’investimento stesso. La creatività è protagonista del programma strategico Lazio Creativo, nato per rilanciare un settore fondamentale dell’economia del territorio regionale. Sarà possibile iscriversi fino alle ore 18:00 del 31 marzo 2016 tramite GeCoWEB, applicativo che richiede il preventivo accreditamento dei soggetti richiedenti.

Sostenere la crescita economica del territorio puntando sul rafforzamento delle imprese e in particolare delle start up è uno degli obiettivi di diverse Regioni italiane, come emerge dalle leggi di stabilità approvate. Se nella manovra della Regione Lazio è prevista l’esenzione Irap per le start up per 24 mesi dall’inizio dell’attività, infatti, in Liguria le iniziative produttive intraprese sul territorio della Regione nel 2016 sono esentate dal pagamento dell’Irap per il periodo di imposta di inizio dell’attività e per i quattro anni successivi nell’ambito dei settori turismo, attività manifatturiere, ricerca e alta tecnologia. Aliquota Irap azzerata anche nelle Marche per le start up che si costituiscono nel territorio regionale nel corso del 2016 per i primi due periodi di imposta. In questo caso, per nuove imprese si intendono anche quelle iniziative produttive intraprese nel territorio regionale nell’anno 2016 da parte di imprese costituite fuori dalla Regione. La Provincia Autonoma di Trento ha previsto invece per le imprese una rimodulazione delle aliquote Irap e la riduzione dell’Imis sui fabbricati ad uso produttivo.

Intanto, il 4 febbraio scorso il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il documento di sintesi relativo alla policy governativa a sostegno delle start up innovative. Al suo interno sono riportate tutte le misure che mirano a promuovere “la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione, in particolare giovanile”, ma anche “l’aggregazione di un ecosistema animato da una nuova cultura imprenditoriale votata all’innovazione”, così come “a favorire una maggiore mobilità sociale, il rafforzamento dei legami tra università e imprese” nonché una più forte “capacità di attrazione di talenti e capitali esteri nel nostro Paese”.

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