IL GOLEADOR GASATO E IL PROF SGUALCITO: ARRIVA “IL CAMPIONE” UN DEBUTTO CHE MERITA ATTENZIONE, IL CALCIO È UN PRETESTO
CondividiShare this article Google+ Facebook twitter Email

IL GOLEADOR GASATO E IL PROF SGUALCITO: ARRIVA “IL CAMPIONE” UN DEBUTTO CHE MERITA ATTENZIONE, IL CALCIO È UN PRETESTO

Con rare e fortunate eccezioni, il calcio è considerato al cinema una sorta di “veleno per botteghino”. Ci si augura che Il campione smentisca la regola non scritta. Il film segna l’esordio nel lungometraggio  di Leonardo D’Agostini, romano, classe 1977, il quale ha trovato in Matteo Rovere e Sydney Sibilia, a loro volta registi, due produttori sensibili, anche accorti, capaci di assecondare un progetto che sulla carta poteva risultare rischioso. Rovere e Sibilia hanno un’idea precisa del cinema che si può tentare di fare oggi in Italia nella prospettiva di riportare i giovani (e più in generale il pubblico) in sala. Nel caso in questione scrivono, ragionevolmente, che Il campione cerca di unire “il più classico dei romanzi di formazione con il tono lieve della commedia, in una storia che ha l’estetica e l’emotività del cinema d’autore”. Vero.

Funzionerà sul piano commerciale? Vedremo. Il campione esce giovedì 18 aprile con Raicinema-01 Distribution, e fa piacere che sia stato “adottato”, attraverso ben 113 anteprime, anche da circuiti importanti come The Space Cinema, Uni Cinema e Unici.

Lo schema narrativo è classico, che più classico non si può. Siamo dalle parti di Scialla!, ma anche, volendo, di Will Hunting - Genio ribelle o Scoprendo Forrester. Il sempre rimpianto Tullio Kezich avrebbe parlato di bildungsroman; in effetti c’è di mezzo la “formazione” spirituale di un calciatore prodigioso che si ritrova, neanche a vent’anni, a vivere come una rockstar, idolatrato dai tifosi della Roma, conteso da altri club, murato vivo, lui che viene da una condizione proletaria, in una villona con piscina, ricolma di Lamborghini, popolata di profittatori, ragazze, manager, lenoni e cocainomani.

Christian Ferro, in gergo CF24, sembra  un mix di Antonio Cassano e Cristiano Ronaldo: capriccioso, intemperante, indisciplinato, facile agli scandali e alla rabbia. Dopo l’ennesima bravata finita sui giornali, l’energico presidente decide di impartirgli una lezione. Il goleador dovrà prendere la maturità, in qualunque modo, e a quel punto bisogna scegliere l’insegnante in grado di tener testa al giovanotto.

La scelta, a sorpresa, cade su Valerio Fioretti, un ex professore di liceo in crisi, tutto giacche di velluto e camicie a quadretti, barbuto e scarmigliato, solitario e incazzoso, con un grave lutto che grava sulla sua vita sociale.

Insomma, avrete capito. Più diversi i due non potrebbero essere, ma siamo al cinema e così, giorno dopo giorno, Cristiano e Valerio imparano a conoscersi, pure ad apprezzarsi, in un rapporto conflittuale ma proficuo che seda le intemperanze del calciatore, facendogli riscoprire il senso della misura, e insieme restituisce al professore, quasi un Pangloss tumefatto e sgualcito, la voglia di rimettersi in gioco.

Tutto già visto? In buona misura sì, ma Il campione ha il merito di riproporre la classica progressione emotiva di queste storie d’amicizia impossibile (diffidenza/rispetto/successo/crisi/rinascita) estraendo il meglio dai due interpreti in campo: che sono Andrea Carpenzano e Stefano Accorsi, il primo lanciato da Francesco Bruni con Tutto quello che vuoi, il secondo sempre più bravo nello scegliere ruoli intonati all’età. Firma la sceneggiatura Giulia Steigerwalt, con la collaborazione di Antonella Lattanzi e dello stesso regista; mentre completano il cast Ludovica Martino, Anita Caprioli, Massimo Popolizio, Mario Sgueglia e Camilla Semino Favro.

Anche se la Roma ha concesso l’uso del simbolo e del centro di Trigoria, il film guarda più in là dei confini capitolini, in fondo usando il calcio come sfondo gasato per parlare d’altro, di quel “fattore umano” che il cinema dovrebbe sempre non perdere di vista, magari senza furbizie ma con vivido senso dello spettacolo.

Michele Anselmi per Siae.it

Related