I vincitori della sesta edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere
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I vincitori della sesta edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere

La rotonda del carcere di Regina Coeli ha ospitato ieri pomeriggio la finale della sesta edizione del Premio Goliarda Sapienza – Racconti dal carcere, l’unico concorso letterario in Europa dedicato a detenuti affiancati da scrittori, artisti e giornalisti nelle vesti di tutor d’eccezione. Anche quest’anno la cerimonia, che si è svolta in un’indimenticabile atmosfera di umanità e sincerità, è stata presentata da Serena Dandini con Antonella Bolelli Ferrera, ideatrice e curatrice del Premio.

Dacia Maraini, madrina del Premio letterario, che non ha potuto essere presente, ha inviato un messaggio "ai detenuti e al pubblico di Regina Coeli" e ha ricordato l’emozione che ha provato due anni fa quando è intervenuta alla cerimonia finale del concorso che si è svolta proprio nel giorno del suo compleanno ed è stata festeggiata dai detenuti.

Hanno partecipato alla cerimonia di premiazione il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri che, riprendendo le parole di papa Francesco pronunciate domenica scorsa durante il Giubileo dei carcerati, ha ricordato l’importanza della speranza non solo per i detenuti ma per ciascuno di noi; il capo dipartimento Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, che nel suo intervento ha affermato che “la capacità di essere introspettivi, quanto quella di scrivere è già una presa di coscienza, in quanto scrivendo si comunica un sentimento, un pensiero intimo che, comunicato all’esterno, crea un ponte con la società”; il direttore generale dell’Esecuzione Penale Esterna e la messa alla prova in rappresentanza del dipartimento Giustizia Minorile Lucia Castellano, che ha precisato: “Dai racconti emerge non solo la storia dei detenuti, ma anche quello che hanno dentro. Anche quando fai il magistrato, l’emozione del testimone ti aiuta a far emergere la verità”.

“Sei anni fa abbiamo scommesso sul successo di questa iniziativa – sono state le parole del direttore dell’ufficio legislativo e rapporti istituzionali SIAE Paolo Agoglia – Da allora abbiamo seminato e iniziato a far crescere un fiore in un terreno roccioso come questo”. I venticinque finalisti, grazie al contributo di SIAE, hanno ricevuto un computer portatile, e ai primi tre classificati di ciascuna categoria (Adulti e Minori) e alle menzioni speciali è stato consegnato un premio in denaro (1000 euro per i primi classificati, 800 euro per i secondi, 600 euro per i terzi e 100 euro per ogni menzione speciale). Inoltre, nella convinzione che la prevenzione alla devianza minorile passi anche attraverso la cultura, gli organizzatori del Premio Goliarda Sapienza hanno annunciato la donazione - grazie al contributo di SIAE -  di una piccola biblioteca ai “bambini del convento del Rosario di Scicli”. Si tratta di 65 bambini di età compresa tra i 4 e i 14 anni con situazioni familiari particolarmente critiche, che grazie all’impegno quotidiano di giovani volontari e delle suore del convento, hanno la possibilità di frequentare la scuola ed avere un luogo dove mangiare, fare compiti e giocare. La biblioteca diventerà per loro un nuovo modo per crescere e divertirsi conoscendo altri mondi sconosciuti. 

Presenti alla cerimonia anche il senatore Pier Ferdinando Casini, il Vice Sindaco di Roma Capitale Daniele Frongia, il provveditore Cinzia Calandrino, il presidente dei Garanti dei detenuti Stefano Anastasia in rappresentanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Numerosi i tutor che hanno accompagnato i finalisti: Luca Barbarossa, Guido Barlozzetti, Marco Buticchi, Pino Corrias, Emilia Costantini, Erri De Luca, Paolo Di Paolo, Marco Franzelli, Massimo Lugli, Silvana Mazzocchi, Federico Moccia, Mogol, Antonio Pascale, Roberto Pazzi, Carolina Raspanti, Sandro Ruotolo, Fiamma Satta, Gloria Satta, Bianca Stancanelli, Cinzia Tani, Simona Izzo, Andrea Vianello.

La giuria presieduta da Elio Pecora e composta da Lorenza Bizzarri, Silvia Calandrelli, Andrea Di Consoli, Piera Degli Esposti, Paolo Fallai, Daria Galateria, Angelo Maria Pellegrino, Giulio Perrone, ha proclamato i vincitori.  Primo classificato della Sezione adulti è Michele Maggio con Cemento urlante, tutor Sandro Ruotolo, che in 13 scene, cella per cella, racconta il mondo dietro le sbarre. Secondo classificato è Stefano Lemma con L'orto delle fate, tutor Ricky Tognazzi e Simona Izzo, una commovente storia sulla difficoltà dei rapporti familiari e al terzo posto Salvatore Torre con Parafrasi di un lutto diversamente elaborato, tutor Alessandro D'Alatri, un racconto che elabora le ragioni della vendetta.

Per la sezione Minori e Giovani Adulti il primo classificato è Antonio con il racconto Il Biglietto di Rosa Parks, tutor Erri De Luca, un collage di anime "graffiate" come spiega la motivazione della giuria. Al secondo posto Unknown con Perdonate l'emozione, tutor Luca Barbarossa, "in cui il vissuto personale - dice la motivazione del premio - fa da sfondo a un viaggio onirico che non perde mai la sua concretezza". Terzo classificato Raffaele Amabile con C'è Anna, tutor Federico Moccia, "una storia sentimentale sullo sfondo della delinquenza a Scampia".

Menzioni speciali sono andate, per gli adulti, a Fanfarù con Deja Vu', tutor Cinzia Tani, a Sebastiano Prino con La casa del padre, tutor Emilia Costantini, e a Massimo Armando Raganato   per Usangu faci u murmuru, tutor Bianca Stancanelli e per la sezione Minori a Valia con Mi sento petaloso, tutor Guido Barlozzetti.

Nel corso della premiazione è stato presentato il libro che raccoglie i 25 racconti finalisti con le introduzioni dei tutor, dal titolo Così vicino alla felicità. Racconti dal carcere (Rai Eri), curato da Antonella Bolelli Ferrera e con la prefazione di Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che ha dichiarato: “Per me è stata un’esperienza importante, perché guardando la vita attraverso le prospettive dei detenuti ho potuto scoprire meglio me stesso e la mia vita. Noi tutti abbiamo la responsabilità di costruire un terreno di opportunità, di lavoro, di concretezza e impegno per i detenuti”.

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