I vincitori del Premio Carlo Bixio 2016 e della Targa SIAE Idea d’Autore
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I vincitori del Premio Carlo Bixio 2016 e della Targa SIAE Idea d’Autore

E’ Gianluca Argentero, torinese classe 1990, il giovane autore che si è aggiudicata la quinta edizione del Premio Carlo Bixio con Non è la fine del mondo. L’annuncio è stato fatto l’8 dicembre scorso nell’ambito della decima edizione del RomaFictionFest. Questa la motivazione della Giuria: “Per il divertimento e la scorrettezza con cui racconta Anita, attrice di soap-opera, egocentrica, vanitosa, fragile, insopportabile. Colpita dalla diagnosi di un’insidiosa malattia progressiva, Anita si rifugia dai figli che tutto vorrebbero, tranne che avere a che fare con una madre ingombrante come lei. Una protagonista irresistibile come questa serie, che ha saputo conquistare tutta la giuria.”

SIAE, che da tre edizioni sostiene l’iniziativa, ha premiato con tremila euro e la targa SIAE Idea d’Autore Angry Kidz di Ubaldo Carlo Argenio, Anna Piscopo, Matteo Ferri, Angelo Cavaliere ed Eleonora Trucchi. Segnalato dalla Giuria per “il coraggio e il sentimento con cui mette in scena, in una sgarrupata casa-famiglia, un gruppo di ragazzi sventurati ma vitali, tra violenza e 'voglia di tenerezza', emarginazione e speranza.”

La targa Premio Carlo Bixio è andata invece ai tre lavori arrivati in finale: Excuse me, di Andrea di Castro e Maddalena Colombini, per la sapienza con cui esplora, nei toni dolci-amari della “dramedy”, l’insorgere nel padre di una numerosa e complicata famiglia di Bologna di una malattia progressiva e temibile: l’alzheimer; Amici immaginari, di Giulio Catanzaro e Matteo Alessandro Voglino, per la fantasia con cui descrive, in un’immaginaria località balneare della Sicilia, il ritorno a casa di alcuni “Millennials”, giovani oppressi dalla consapevolezza di stare perdendo la guerra dei nostri giorni, quella economica e sociale, che per sfuggire alla dura realtà si inventano divertenti e stralunati “amici immaginari”; Famiglia su misura, di Fabio Paladini, Maurizio Paoltroni e Sara Cavosi, per l’ironica declinazione di una singolare situazione, quella di una coppia gay e una coppia lesbica che vent’anni fa decisero di fingersi due coppie etero per fare figli e crescerli come se fossero normali, in attesa di dirgli la verità: e quel giorno è oggi.

 

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