I PROGETTI FINALISTI DEL PREMIO ZAVATTINI 2017
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I PROGETTI FINALISTI DEL PREMIO ZAVATTINI 2017

Sono sette i progetti finalisti del Premio Zavattini 2017, presentati ieri nella sede della Fondazione dell’Aamod - Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio, promotrice del Premio. La Giuria, considerata l’alta qualità delle proposte arrivate, ha deciso di selezionare un progetto in più rispetto ai sei previsti dal bando, per dare la possibilità a più giovani registi di esprimersi e di sviluppare un proprio progetto di cortometraggio.

Al Premio Cesare Zavattini hanno partecipato giovani filmaker di età compresa tra i 18 e i 35 anni con il progetto di un cortometraggio o film documentario della durata massima di 15 minuti, con l’utilizzo anche parziale del materiale filmico della Fondazione Aamod e degli Archivi partner.

Questi i progetti finalisti: Mirabilia urbis di Milo Adami, per la capacità di rievocare una figura importante dell'ambientalismo italiano, tenendo insieme la dimensione privata e quella collettiva nel raccontare la trasformazione urbana e sociale di Roma come specchio del nostro paese; 2000 di Gabriele Licchelli, Francesco Lo Russo, Andrea Settembrini, per aver proposto un originale contributo a una storia orale dell'emigrazione, e della non emigrazione, partendo da una situazione storico-culturale precisa: il Salento; There and now di Giulia Tata e Antonino Torrrisi, per il divertente tentativo di affrontare i temi dell’inquinamento ambientale rileggendo in chiave fantascientifica i documenti d’archivio; L'estate di Ninì di Luca Palestini, per il limpido e poetico ritratto di una donna alpinista in un’epoca in cui la montagna era territorio maschile, al quale contribuiscono efficacemente diari e materiali privati; In her shoes di Maria Iovine, perché, attraverso un gioco di rovesciamento dei ruoli maschili e femminili, il progetto propone una riflessione sull'attualità del femminismo, e sulle diverse possibilità di approccio all’uso del materiale d’archivio; Come luce riflessa di Andrea Nevi, per aver individuato un luogo concreto attraversato dall’incontro di diversi spaesamenti: quello dei migranti, quello di chi è scampato al terremoto; un luogo che ha la potenzialità di divenire emblema di una condizione umana; Enzo, Rosina e la Bolex Paillard di Delio Colangelo, per la rievocazione di un episodio della storia nazionale attraverso lo sguardo ingenuo di un bambino, reso attraverso l'utilizzazione scherzosa del materiale d'archivio.

All'iniziativa sono intervenuti gli autori dei progetti selezionati, il presidente della Fondazione Aamod Vincenzo Vita, l'amministratore delegato di Cinecittà-Luce Roberto Ciccutto, il direttore del Premio Antonio Medici, la presidente della Giuria Costanza Quatriglio e i componenti Valeria Adilardi e Luca Ricciardi.

I due aspetti più significativi del Premio sono la possibilità per gli autori dei progetti di utilizzare gratuitamente la straordinaria ricchezza dei materiali dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e dell’Archivio Storico Istituto Luce Cinecittà e la possibilità di confrontarsi con professionisti importanti del mondo del cinema con cui i giovani registi condurranno il workshop di sviluppo del proprio progetto di cortometraggio. Il Premio Zavattini è sostenuto dalla Società Italiana Autori ed Editori e dalla Regione Lazio, e in collaborazione con l’Istituto Luce Cinecittà e con la Società Umanitaria Cineteca Sarda. Media partner Radio Radicale.  

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