GLI 80 ANNI DEL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA: AL VIA I FESTEGGIAMENTI
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GLI 80 ANNI DEL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA: AL VIA I FESTEGGIAMENTI

Alla Casa del Cinema iniziano i festeggiamenti per gli 80 anni del Centro Sperimentale di Cinematografia. Tre date a partire da oggi, con proiezioni gratuite accompagnate da incontri con i registi e con gli allievi che raccontano il “loro” CSC. Poi, i festeggiamenti proseguiranno in ottobre e in novembre.

Oggi alle 15,30 si parte con il decennio 1935 – 1945, e con Caccia tragica di Giuseppe De Santis (1946, 90’), alle 17.30 Cronaca di un amore di Michelangelo Antonioni (1950, 102’) e alle 20 una presentazione degli 80 anni del Centro Sperimentale di Cinematografia con Stefano Rulli e Caterina d’Amico. A seguire Al centro del cinema (2015, 57’: il documentario che racconta ottant’anni di vita e attività del Centro Sperimentale di Cinematografia, dal fascismo alla Seconda guerra mondiale, dal miracolo economico alla contestazione, dagli anni ottanta a oggi, attraverso l’uso di materiali degli Archivi della Cineteca Nazionale e dell’Istituto Luce) e Processo alla città di Luigi Zampa (1952, 108’).

Il 26 settembre protagonisti saranno gli anni dal 1945 al 1955 e il 30 settembre dal 1955 al 1965. Qui trovate il programma dettagliato.

“Dal 1935 ad oggi il Centro è una fucina di leve non soltanto di registi, ma anche di attori e attrici, sceneggiatori, costumisti, direttori della fotografia, montatori, fonici e tutti coloro che sono responsabili a vario titolo della creazione dell’opera cinematografica e ne sono perciò autori. Corpi, volti, luoghi che non solo descrivono i gusti divistici delle diverse epoche e che viene ben testimoniata dalla mostra allestita per l’occasione – dice il Presidente Stefano Rulli - ma anche proiezioni di saggi di diploma, esercitazioni e lungometraggi. Perché come l’avvento del cinema ha costretto il romanzo dell’ottocento a ridefinire i propri confini narrativi, sospingendo l’opera letteraria verso i territori poco esplorati di una interiorità inafferrabile dall’occhio della cinepresa, così oggi è il cinema a dover ripensare gli ambiti della sua narrazione sotto la spinta prepotente della serialità, sperimentando sintesi espressive nuove”.

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