FEDERICA ABBATE, 25 ANNI E UN IMPERATIVO: INNOVARE
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FEDERICA ABBATE, 25 ANNI E UN IMPERATIVO: INNOVARE

Avere venticinque anni e idee molto chiare.

“Mi sono prefissata di innovare, sia a livello autorale che cantautorale. La difficoltà è nel non far sembrare banale l’italiano su melodie più fresche, ma sono nata in Italia e voglio utilizzare la mia lingua”.

Parla Federica Abbate, già vincitrice della prima edizione di Genova x Voi (il concorso-laboratorio per giovani autori ideato da Gian Piero Alloisio e Franco Zanetti che SIAE sostiene sin dalla sua nascita) e autrice di celeberrime hit come “Roma-Bangkok” cantata da Baby K e Giusy Ferreri, “L’amore eternit” di Fedez e di “In radio” di Marracash.

 “Spesso noi giovani non sappiamo a chi appellarci, che strada prendere. È pieno di concorsi-fuffa che premiano canzoni invendibili. Il talent per autori “Genova X Voi” è fantastico, perché parte da un editore, e chi meglio di un editore sa che cosa vuole il mercato e come va collocato un autore?”

In questi giorni una sua canzone, "Nessun grado di separazione", è in gara a Sanremo portata da Francesca Michielin, anche coautrice con lei e Cheope (all’anagrafe Alfredo Rapetti Mogol, figlio di cotanto paroliere). Che effetto le fa sentire che le sue creazioni prendono vita sul palco con la voce di un altro artista?

“Chiunque faccia l’autore non ha la pretesa né la volontà di stare in prima fila. L’atto più importante è la composizione, quando la canzone è nata è libera, va nell’aria. Io due anime distinte: una cantautorale e una autorale, e mentre scrivo una musica so se adatta a me o meno. La canzone è come un vestito, non sta bene a tutti, e non tutte quelle scrivo mi appartengono”.

A quando un palcoscenico tutto per sé?

“All’inizio non avevo intenzione di cantare, ma la musica va da sola, non sono io che ne tengo le redini. Ho scritto “In radio” per Marracash e lui mi ha chiesto di cantarlo insieme. Effettivamente mi sono accorta che quel pezzo veniva valorizzato dalla mia voce, e quindi…perché no?”

Qual è la canzone a cui è più legata?

“Sempre l’ultima che ho scritto, perché è più vicina a quello che sento e che mi sta entusiasmando in quel momento”.

Domani sul palco dell’Ariston saranno consegnati anche i premi agli autori di testi e di musiche. Che ne pensa?

“Penso sia bellissimo. È come il cavallo e il fantino: la canzone è il cavallo di battaglia, ma se non c’è il fantino che la porta non va da nessuna parte. Tante persone non sanno chi siano gli autori dietro ai grandi successi e quanto fondamentale sia la loro importanza”.

 

Intervista di Paola Polidoro

Foto di Matilde Carminati

 

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