EBRAICA, FESTA INTERNAZIONALE DELLA CULTURA, DAL 23 A ROMA
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EBRAICA, FESTA INTERNAZIONALE DELLA CULTURA, DAL 23 A ROMA

Per la sua undicesima edizione cambia nome e diventa EBRAICA Festival Internazionale di Cultura. Mette al centro della sua programmazione – che va dal 23 al 27 giugno, a Roma – la relazione tra Tempo e Vita, a partire da un riflessione che parte in seno all’ebraismo, “una religione del tempo” come scrive il rabbino Abraham Joshua Heschel. Life&Time, diretto da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella, e sostenuto da SIAE, aggiunge alle consuete location del festival nell’antico ghetto ebraico - come il Palazzo della Cultura e i Giardini del Tempio - L’Isola del Cinema all’isola Tiberina.

Inaugurazione tra il lungotevere De’ Cenci e via del portico D’Ottavia e tra via Arenula e il Teatro di Marcello, con la Notte della Cabbalà, sabato 23 giugno, una serata tra mistica ebraica, tradizioni musicali e culinarie millenarie.

Una straordinaria opportunità per visitare gratuitamente il Museo Ebraico, la Grande Sinagoga e la Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati. Proprio alla Casina dei Vallati  (Via del Portico d'Ottavia, 29) sabato sera sarà l’occasione per una visita notturna alla mostra 1938. Vite spezzate, secondo capitolo del ciclo di esposizioni che la Fondazione Museo della Shoah - Onlus ha realizzato in occasione dell'80° anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali in Italia.

Evento di apertura del Festival, la mostra Donne straordinarie. 1948 Nascita di una Nazione, che illustra per immagini la partecipazione delle donne alla nascita, alla crescita, e allo sviluppo dello Stato d’Israele.

Tra gli appuntamenti del 23: A Jewish Jazz Story l'esibizione del Trio Dimitrij prevista per La Notte della Cabbalà, la tavola rotonda “Conversazione con la Storia. L’inchiesta sul Caso Mortara” con Franca Leosini, David Kertzer e Serena Di Nepi e l’incontro “Fammi sognare Fammi vivere” con David Gerbi e Raffaele Morelli per parlare dei sogni dal punto di vista ebraico e psicologico.

Il consueto sguardo al cinema quest’anno sarà domenica 24 con il regista e autore israeliano Shemi Zarhin che con Alessandro D’Alatri presenterà il suo primo romanzo e uno tra i suoi film più celebri.

Due gli eventi dedicati alla letteratura: lunedì 25 “Dicono della mia terra. Pagine su Israele”, un mosaico letterario che cerca di ricomporre l'immagine del Paese in tutte le sue sfaccettature. Da Amos Oz a Sayed Kashua, passando per Eshkol Nevo e Yehuda Amichai, nello spettacolo con Maria Rosaria Omaggio e Pino Quartullo e musiche di Oscar Bonelli; martedì 26 “Her Israeli Story. Donne israeliane tra arte e letteratura”, performance al femminile di letteratura e arte visiva contemporanea con l’attrice Ketty Di Porto.

Inoltre, per celebrare le tradizioni millenarie della cucina ebraica, il Palazzo della Cultura ospiterà una serie di incontri da Lunedì 25 a Mercoledì 27 giugno, che esplorano proprio il legame e l’importanza del tempo nella cucina ebraica, come i vari paesi di origine degli ebrei l’hanno influenzata, fino all’evoluzione dei mercati kosher, halāl e biologico e al loro impatto a livello sociale e multiculturale.

II festival chiude mercoledì 27 con “A testa alta. Storia di Moretto”, uno spettacolo diretto da Antonello Capurso con Ludovico Fremont, ispirato al libro “Duello nel Ghetto” (Rizzoli) di Maurizio Molinari e Amedeo Osti Guerrazzi.

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