Digitale: più Wi-Fi nelle città con la riforma della Pubblica Amministrazione
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Digitale: più Wi-Fi nelle città con la riforma della Pubblica Amministrazione

Internet per tutti. È questa la trasformazione digitale che si sta concretizzando per semplificare i rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadini, mettendo la risorsa alla portata – gratuita - di chi vorrà usufruirne. All’interno della riforma della PA è contenuto infatti anche “l’obbligo per le amministrazioni di rendere disponibile agli utenti, presso i propri uffici, idonee risorse di connettività ad Internet in modalità Wi-Fi”.

Un progetto ad oggi approvato in sede di esame preliminare, che il Governo intende attuare entro dicembre 2017: obiettivo che vede nella tecnologia una scelta strategica su cui da tempo hanno iniziato a puntare determinati settori della PA, come quello dell’istruzione. Il MIUR ha stanziato un fondo di 90 milioni di euro per fornire o potenziare la copertura internet a circa 6 mila scuole entro la fine dell’anno; a tal proposito, lo stesso Ministero ha avviato un censimento per identificare quali e quanti istituti (su un totale di 8.300) necessitino di un intervento in tal direzione.

Tornando all’estensione del Wi-Fi pubblico, consiste in un dovere - per scuole, uffici, ospedali e luoghi di interesse turistico - di rendere disponibile ai cittadini la propria rete negli orari in cui non è utilizzata per i fini istituzionali e lavorativi.  Nella proposta, anche nuove modalità di accesso: la possibilità di connettersi alla rete passerà tramite il Sistema pubblico dell’identità digitale (Spid), mediante credenziali specifiche che verranno rilasciate dalle aziende di telecomunicazioni, sorpassando la modalità attuale che prevede l’accesso tramite il numero del cellulare (sistema che potrà continuare ad essere usato dai cittadini stranieri).

Sullo sfondo, un obiettivo di ampio respiro: la riduzione del gap tecnologico. Nel 2014, secondo una ricerca ISTAT, i cosiddetti non–utenti erano circa 22 milioni; un numero che si punta a diminuire. 

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