A Cristiano Minellono il Premio SIAE alla carriera
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A Cristiano Minellono il Premio SIAE alla carriera

Ha scritto testi che sono entrati nella storia della musica del nostro Paese e che sono tra i brani più conosciuti al mondo. Cristiano Minellono ha composto per moltissimi artisti, da Adriano Celentano a Toto Cutugno, da Mia Martini a Patty Pravo, dai Ricchi e Poveri ad Al Bano e Romina Power. Come autore ha vinto due Festival di Sanremo (e quattro volte si è classificato al secondo posto), due edizioni del Festivalbar ed una di “Un disco per l’estate”. La Società Italiana degli Autori ed Editori, che lo aveva già premiato come migliore autore europeo negli anni Ottanta, ieri sera gli ha attribuito un meritatissimo riconoscimento alla carriera in occasione dei festeggiamenti per i 140 anni dalla fondazione.

Maestro Minellono, come ha iniziato la sua carriera da autore di testi?

Ho iniziato la mia carriera per caso. Facevo l'attore di teatro e di televisione e ho cantato due canzoni che erano la sigla di apertura e quella di chiusura di una commedia televisiva e Giovanni D'Anzi, famoso autore di “O mia bella Madunina”, mi ha fatto un contratto come interprete. Io però non volevo fare il cantante e allora mi sono dedicato alla scelta dei brani stranieri da tradurre in italiano. Cominciai scrivendo il testo di “Soli si muore” che volò al primo posto delle classifiche dando inizio alla mia carriera di paroliere.

Come nascono i suoi testi? Da dove prende gli spunti?

Prendo gli spunti dalla vita. Nel momento in cui decido di scrivere un testo perchè mi è piaciuta la musica viene fuori tutto da dentro ma non so di preciso cosa succede. Sono famoso tra i miei colleghi perchè scrivo in cinque minuti e all'ultimo momento. Il testo di “Ci sarà”, cantata da Al Bano e Romina Power e con cui ho vinto Sanremo, l'ho scritto al telefono proprio il giorno in cui stavano scadendo i termini per presentare la canzone in gara al Festival.

Nella sua poliedrica carriera ha fatto altre esperienze ed è stato anche produttore discografico. Cosa pensa della discografia di oggi?

La discografia è cambiata perché prima c'erano tante case discografiche italiane che poi sono state assorbite dalle multinazionali. Inoltre dall'avvento di Internet non esiste più la vendita del disco e quindi il mercato è completamente cambiato. Per quanto riguarda la qualità delle canzoni, siamo in un'epoca di transizione. Siamo approdati al rap, al trap e poi a tante declinazioni di questi generi ma piano piano si sta tornando indietro, al pop e al rock che sono la nostra anima. L'altro problema è che oggi non si può vivere facendo solo il paroliere perché le multinazionali non investono più sui nuovi autori.

Come si diventa oggi autore? Quali consigli darebbe a un giovane?

Non ci sono più giovani che vogliono fare i parolieri perché non potrebbero vivere con questo lavoro. Oggi cantano, si autoproducono, si scrivono da soli la musica, fanno un po' tutto. Purtroppo ci sono due professioni, quella del compositore e soprattutto quella del paroliere, che sono agonizzanti. Questo momento per i giovani è durissimo e sono molto disorientati. Purtroppo in questo periodo l'autore in Italia non è riconosciuto come figura. Al Festival della Canzone Italiana di Sanremo dovrebbero essere premiati anche gli autori e non solo gli interpreti. Questa è una battaglia che dovrebbe essere combattuta anche dalla SIAE. Io ho avuto la fortuna di fare canzoni italiane a metà degli anni Ottanta quando tutti facevano la musica disco e sono andato in classifica in tutta Europa. Ho preso anche allora un premio SIAE come migliore autore europeo. Sono l'autore nella storia della musica leggera italiana che ha venduto più dischi in tutto il mondo. Ancora oggi le mie canzoni come “L'italiano”, “Felicità”, “Ci sarà”, “Mamma Maria” sono cantate all'estero.

Nella foto di Francesco Bozzo: Cristiano Minellono e Mario Lavezzi durante la premiazione

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