Con il portale della canzone italiana cento anni di musica a portata di click
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Con il portale della canzone italiana cento anni di musica a portata di click

"Nasce il portale della canzone italiana: oltre 200.000 brani fruibili in maniera gratuita, dal 1900 al 2000, da ascoltare e approfondire con schede. Uno strumento enorme, in otto lingue". Ad annunciarlo, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e delTurismo, Dario Franceschini, che ha presentato ieri nella sede della Stampa Estera il nuovo portale del Mibact www.canzoneitaliana.it, realizzato grazie al lavoro dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ex Discoteca di Stato), in collaborazione con Spotify.

Romanze, brani rock, brani d'autore e canzoni, ma anche espressioni pop e musica da ballo. E poi canti di guerra e di liberazione, musica popolare e di protesta. Diviso in quattro grandi aree (1900-1950, 1950-2000, Tradizioni popolari e Contributi speciali), arricchito anche da playlist, il portale sarà aggiornato al ritmo di 5.000 canzoni al mese, arrivando con il tempo all'oggi e ampliando anche la parte documentaria.

Insieme al Ministro Franceschini, hanno partecipato alla conferenza stampa il Direttore dell'Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi, Massimo Pistacchi, Mogol, Nicola Piovani, Tosca, Ambrogio Sparagna, il musicologo Paolo Prato e Luciano Ceri, responsabile del progetto Discografia Nazionale della Canzone Italiana della Discoteca di Stato - Museo dell'Audiovisivo.

Obiettivo del Ministero è stato quello di rendere fruibile in maniera gratuita e ragionata l'immenso patrimonio posseduto dall'ex Discoteca di stato, a cui è subentrato l'Istituito Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi (ICBSA).

"Per la prima volta - ha detto Massimo Pistacchi, Direttore dell’ICBSA - il grande archivio dei beni sonori e audiovisivi entra nel mondo del web con le sue competenze e il suo patrimonio. Il progetto è nato nel giugno 2016, su precisa indicazione del Ministro, e si è mosso su due presupposti. Da una parte, che la canzone italiana rappresenti una parte importante del patrimonio culturale nazionale, dall'altra che sia uno specchio fedele della nostra storia, tanto che ormai da tempo gli storici interrogano le canzoni come dei documenti affidabili a tutti gli effetti".

"La cultura popolare è fondamentale per l'evoluzione della gente e questo non è stato sempre tenuto in considerazione - ha osservato Mogol.  Per Ambrogio Sparagna inoltre "lo scopo della canzone popolare è quello unire il Paese anche perché c'è bisogno di recuperare una dimensione popolare".

"Questa è un'iniziativa preziosa. Un'opera del genere ci dà la possibilità di ristabilire un po' le cose: ci può aiutare a capire che aver venduto poche copie non è un merito, come si poteva pensare negli anni Cinquanta, ma non è neanche una vergogna, come si rischia di pensare oggi - ha detto il premio Oscar Nicola Piovani - Quando ero piccolo la canzone non veniva molto valutata come forma d'arte, all'epoca c'era solo la categoria della 'musica leggera', in un certo senso dispregiativa. Le cose poi nel tempo sono cambiate". 

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