Ci lascia a 79 anni il Maestro Andrea Lo Vecchio: il ricordo di SIAE di una tra le più grandi firme della canzone italiana
CondividiShare this article Google+ Facebook twitter Email

Ci lascia a 79 anni il Maestro Andrea Lo Vecchio: il ricordo di SIAE di una tra le più grandi firme della canzone italiana

Sarebbe bello sperare che nemmeno un subdolo flagello potesse spegnere quelle luci a San Siro.

Si sono oscurate, ma solo per un attimo, la notte di 2 giorni fa quando colui che ha avuto il merito di accenderle con le sue note nel 1971 e renderle vive insieme alle parole e all’interpretazione di Roberto Vecchioni, se ne è andato a 79 anni, lasciando un grande vuoto nel mondo delle sette note e non solo.

Musicista, compositore, produttore, interprete e autore di testi e programmi televisivi, ha attraversato con la sua attività più di 50 anni di storia dello spettacolo italiano, debitrice alla sua instancabile attività di una sontuosa produzione di versi, musiche, colonne sonore per il teatro, testi televisivi per programmi come Canzonissima e Drive in -a volerne citare solo due-, ma anche jingle pubblicitari e sigle di cartoni animati. Nella sua Milano degli anni Sessanta aprì persino un locale di cabaret, sul cui palco si facevano le ossa Bruno Lauzi e Cochi e Renato.

Profumano del suo genio canzoni indimenticabili come la già citata Luci a San Siro, E poi, Rumore, Help me, Donna felicità, impresse per sempre nel nostro immaginario grazie alle voci di Mina, Raffaella Carrà, i Dik Dik e I Nuovi Angeli, e l’elenco non si fermerebbe qui.

La sua versatile attività prese vita negli anni Sessanta del cantautorato italiano, dove avrebbe condotto la sua vita al servizio della musica forte di una lunga gavetta iniziata con numerose partecipazioni ai Festivalbar e al Cantagiro per poi permettere alle sua tante note di approdare finalmente sul palco dell’Ariston per la prima volta nel 1968, dove le voci di Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci cantavano Sera, scritta insieme a Vecchioni.

Tornerà al Festival di Sanremo da autore televisivo nel 2010. Al timone c’era Antonella Clerici che gli ha dedicato un omaggio commosso durante il suo programma quotidiano su RAI1.

Roberto Vecchioni ricorda l’amico e coautore scomparso invocando “la gioventù che ha perduto”, ma come tutte le parole che restano impresse nei cuori di chi le fa proprie, l’amore incondizionato profuso da Andrea Lo Vecchio in testi e note continuerà a tenere accese quelle luci, quelle che illuminano “il gioco dentro la nebbia”, quello dove “tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là”.  

 

Related