Cartoon Movie 2016 di Lione, l’Italia sul podio con Mad Entertainment
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Cartoon Movie 2016 di Lione, l’Italia sul podio con Mad Entertainment

Mad Entertainment porta per la prima volta l'Italia sul podio dell'animazione europea. La factory napoletana di Luciano Stella ha ottenuto infatti la prestigiosa candidatura nella categoria Best European Producer of the Year alla diciottesima edizione del Cartoon Movie di Lione, il più atteso appuntamento professionale del settore in Europa che coinvolgerà dal 2 al 5 marzo 2016 oltre ottocento operatori del settore. Partita come una start-up, la Mad ha subito visto premiato il proprio impegno e la grande qualità artistica e artigianale che la contraddistingue dal successo del lungometraggio animato di Alessandro Rak L’arte della felicità, presentato in apertura della Settimana della Critica alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2013 e che ha fatto il pieno di riconoscimenti in giro per il mondo, aggiudicandosi anche il Premio Miglior opera prima al London Raindance Festival e il Premio Miglior film d’animazione all’European Film Award nel 2014.  

Luciano Stella non nasconde la sua soddisfazione per questo nuovo successo: “Ovviamente siamo felicissimi sia perché abbiamo già vinto con la candidatura, dato che c’è solo una terna di produttori che sono stati selezionati, e sia perché finora nessun produttore italiano era arrivato in finale in un contesto così importante. Siamo felici anche perché questa nomination è un riconoscimento alla storia di Mad, che è ancora relativamente breve ma che ha già dato vita a progetti molto importanti come L’arte della felicità, La gatta Cenerentola, che sta per uscire, e il nuovo film A Skeleton Story, al quale inizieremo a lavorare nei prossimi mesi. Fa molto piacere sapere che non sei riconosciuto perché hai fatto un gran colpo, ma sei riconosciuto in una traiettoria. Questo ci fa sentire parte di un’industria culturale in cui le due gambe – da una parte la cultura e il talento e dall’altra la parte organizzativa e produttiva – riescono a camminare insieme. Noi siamo una piccola realtà che è una vera factory dove si lavora in un’unità di luogo - in Piazza del Gesù Nuovo, nel centro storico di Napoli, in un palazzo legato alla storia del cinema per aver ospitato film come Matrimonio all'italiana e L'oro di Napoli - e in un’unità di intenti nel rispetto dei singoli talenti ma con una grande capacità di fare squadra. Una squadra dove però giocano grandi campioni.

Qual è la situazione dell’animazione in Italia? In particolare, i film di animazione rivolti ad un pubblico adulto hanno più difficoltà ad imporsi sul mercato rispetto all’estero?

C’è ancora difficoltà in Italia, anche se l’animazione nel mondo è un mercato immenso e in ascesa e ha un linguaggio molto variegato che va dalle storie per gli adulti, alle storie amorose, a quelle per bambini e per le famiglie, fino alle grandi storie trasversali che gli americani sono stati in grado di scrivere e produrre. Questo è un altro elemento con cui fare i conti perché anche il pubblico italiano non è più abituato all’animazione solo per bambini. Quindi l’animazione non è più un genere, ma è un linguaggio cinematografico con un suo pubblico che crea un mercato molto ricco. Tra l’altro, noi abbiamo dimostrato di essere in grado di narrare delle storie di animazione per adulti - e probabilmente siamo stati i primi in Italia - riuscendo a praticare un low budget, che per l’animazione non è facile da realizzare, trasformando una scarsità di risorse in una ricchezza artistica e di linguaggio. Penso che l’animazione italiana possa anche tentare la sfida di conquistare i mercati internazionali con la propria identità, così come è successo con film come La dolce vita o La grande bellezza.

Ci sono opportunità nel nostro Paese per i giovani talenti nel campo dell’animazione?

In Italia ci sono tanti talenti, che sono nati grazie alla storia culturale stessa del nostro Paese, alle numerose scuole di fumetto e di animazione e alla democratizzazione dei mezzi tecnologici. Spesso i ragazzi iniziano creando videoclip musicali, i primi corti, oppure si allenano con i software. Quando questi talenti possono passare al lungometraggio, come nel caso di Alessandro Rak, autore de L’arte della felicità, i risultati sono straordinari. Secondo me c’è la materia prima per tentare delle sfide, anche se ci vorrebbe maggiore impegno da parte del ministero e dei broadcaster che sull’animazione per molto tempo hanno avuto molto timore. Il fatto che però una realtà come Mad riesca ad avere dei riconoscimenti europei dimostra la potenzialità produttiva italiana e la validità dei nostri talenti.

Quali sono i nuovi progetti di Mad?

Mad sta lavorando per finire il suo secondo lungometraggio, che è La gatta Cenerentola firmato da quattro registi, Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone. E’ un’opera collettiva basata su una storia straordinaria del nostro territorio scritta da Gianbattista Basile nel Seicento, ovviamente reinterpretata completamente in una chiave contemporanea. La nostra factory va dai vent’anni ai trentacinque, quindi c’è un milieu molto giovane. Poi stiamo producendo un cortometraggio di Francesco Filippini, un ventiduenne di Napoli che è stato in America ed è tornato nella sua città a lavorare con noi, che ha ricevuto uno dei più prestigiosi premi negli Stati Uniti, la medaglia d’oro come Best Art Director di animazione da parte della società dei disegnatori e degli illustratori americani. Questo cortometraggio, che è stato finanziato dal Mibact, uscirà in sala insieme a La gatta Cenerentola. Per me questa operazione è molto importante per dare visibilità al produttore ma soprattutto agli autori che realizzano cortometraggi. Stiamo progettando infine il nostro terzo lungometraggio, A Skeleton Story, una graphic novel di Alessandro Rak, che realizza così il suo film dell’anima e del cuore che io adesso mi sento di produrre, dopo che lui ha fatto una certa esperienza. E’ un Tim Burton italiano di straordinaria poesia.  

 

Intervista di Maria Rosaria Grifone

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