CANNES 69: KEN LOACH TORNA A VINCERE CON IL CINEMA DI PROTESTA
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CANNES 69: KEN LOACH TORNA A VINCERE CON IL CINEMA DI PROTESTA

Cannes edizione 2016 regala a Ken Loach la sua seconda Palma d’Oro: con I, Daniel Blake il regista inglese che nel 2006 portò a casa la statuetta per Il vento che accarezza l'erba torna al cinema di protesta. Protagonista della storia è, per l’appunto, Daniel Blake (qui Dave Johns), falegname cinquantottenne che dopo un infarto vorrebbe tornare a lavorare ma viene rimbalzato da una burocrazia ostile e farraginosa. "Il mondo è in una situazione pericolosa – ha detto Loach - siamo quasi nella catastrofe, e questo grazie al neoliberalismo. Il cinema ha il dovere di fare sua questa protesta contro i potenti e spero che questa tradizione venga mantenuta. I miei personaggi vivono nella quinta nazione del mondo, ma sono poveri. Bisogna ricordarsi dei poveri al cinema".

Il Grand Prix va al giovane regista canadese Xavier Dolan per Juste la fin du monde, basato sull'omonima piéce teatrale di Jean-Luc Lagarce, protagonisti Vincent Cassel, Marion Cotillard, Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, e Léa Seydoux. Un ex aequo il Premio per la Regia, che va al francese Olivier Assays per Personal shopper con Kristen Stewart e a Cristian Mungiu che in Bacalaureat descrive la società rumena corrotta.

A Le client del regista iraniano Asghar Farhadi va il Premio per la sceneggiatura e quello per l’interpretazione del protagonista, Shahab Hosseini. Migliore attrice di questo Cannes è la filippina Jaclyn Jose, la Ma' Rosa di Brillante Mendoza: la vicenda è ambientata nei bassifondi di Manila, dove una donna, madre di quattro figli e proprietaria di un piccolo negozio di generi alimentari, viene arrestata per spaccio, tradita dalle persone di cui si fidava.

Gli altri premi: la Giuria ha scelto American Honey della regista britannica Andrea Arnold; Palma d’Oro d’onore a Jean-Pierre Léaud, l'attore francese de I quattrocento colpi. Il Premio Camera d’Or alla migliore opera prima va a Divines della regista franco-marocchina Houda Benyamina e la Palma d’Oro del Cortometraggio a TimeCode del regista spagnolo Juanjo Gimenez.

 

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