PER CANNES 2021 IL CINEMA ITALIANO È SOLO NANNI MORETTI IN COMPENSO CI SONO CINQUE FILM FRANCESI IN CONCORSO
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PER CANNES 2021 IL CINEMA ITALIANO È SOLO NANNI MORETTI IN COMPENSO CI SONO CINQUE FILM FRANCESI IN CONCORSO

Il cinema italiano a Cannes 2021? Per il direttore Thierry Frémaux esiste soltanto Nanni Moretti. “Tre piani” sarà infatti l’unico titolo tricolore in concorso sulla Croisette, durante la 74esima edizione posticipata a luglio (6-17). Ho scorso velocemente il menù delle altre sezioni: non risultano presenti, magari per ora, altri film italiani, nemmeno nella neonata “Cannes Première”, a detta di Frémaux composta da “film che avrebbero potuto far parte della competizione ufficiale (una tale calamita che tutti vorrebbero essere lì)”. Vabbè. Sarà contento il direttore della Mostra di Venezia, Alberto Barbera, il quale poche settimane fa ha parlato invece di una proposta italiana ricca e variegata, tale da provocargli qualche scrupolo di coscienza, nel senso delle possibili esclusioni. Chi avrà ragione tra i due? Boh. Vai a sapere.

In ogni caso, “Tre piani” non ha dovuto far altro che attendere un anno e due mesi, a causa della pandemia: già in gara nell’edizione 2020, poi annullata, il film è stato di fatto confermato, e di sicuro il passaggio a Cannes potrebbe giovargli in vista dell’uscita nelle sale prevista per il 23 settembre. Come tutti, o molti sanno, il film trasporta da Tel Aviv a Roma il bel romanzo a episodi dell’israeliano Eshkol Nevo (Neri Pozza), contando su un cast come sempre interessante, da Margherita Buy ad Alba Rohrwacher, da Riccardo Scamarcio allo stesso Moretti in un ruolo minore. Si sa, del resto, che il regista romano, il cui film “La stanza del figlio” conquistò la Palma d’oro una ventina di anni fa, gode di uno statuto speciale a Cannes: solo a lui è permesso far uscire i suoi film in Italia prima dell’anteprima francese. Stavolta, per cause di forza maggiore, non è andata così.

"Nanni paziente... credo che abbia sofferto parecchio" ha scherzato Frémaux presentando alla stampa quella che ha voluto definire “un’edizione straordinaria”, immagino a causa delle date e dei rigidi protocolli sanitari che verranno applicati (si parla di un tampone ogni 48 ore per gli accreditati non ancora vaccinati due volte).

Qualche informazione spicciola? Sono 23 i titoli in concorso, con una maggiore presenza di registe rispetto al passato, fors’anche a evitare il ripetersi di polemiche sulla scarsa sensibilità dimostrata del festival nei confronti del cinema “al femminile” (in 73 edizioni ha vinto solo Jane Campion). Tre, per dire, le cineaste che potrebbero ambire alla Palma d’oro: sono Mia Hansen-Løve, Catherine Corsini e Julia Ducournau. Molti, sempre per restare alla competizione, i nomi tradizionalmente di casa a Cannes, a partire da Wes Anderson, che ha confermato il suo “The French Dispatch” già in programma l’anno scorso. C’è attesa tra i cinefili per “Annette di Léos Carax, che aprirà le danze, e naturalmente incuriosiscono, tra i tanti, “A Hero” di Asghar Farhadi, “Memoria” di Apichatpong Weerasethakul, “Flag Day” di Sean Penn, “The Story of My Wife” di Ildikó Enyedi, “Benedetta” di Paul Verhoeven. Colpisce un po’ la presenza massiccia dei francesi (non eravamo noi italiani i “provinciali” in fatto di colori nazionali?), ma forse era impossibile fare diversamente dopo il salto di un anno. Insieme al già citato film di Carax, ci sono “Tout s’est bien passé” del prolifico François Ozon, “Par un demi clair matin” di Bruno Dumont, “La fracture” di Catherine Corsini e “Paris, 13th District” di Jacques Audiard. Cinque titoli su 23: mica pochi, direi.

Spike Lee sarà il presidente di giuria, a Jodie Foster andrà la Palma d’oro alla carriera. Non ci sono filmoni hollywoodiani sulla rampa di lancio, anche per scelta estetica e culturale, oltre che per ribadire la vocazione rigorosamente d’autore del festival. In merito agli argomenti e alla selezione Frémaux ha spiegato quanto segue: “Ci sono film fatti con computer portatili, film dove si vedono le mascherine e un giorno ci chiederemo perché, tematiche forti, film che affrontano la questione identitaria, il mistero della coppia, la scelta di andare via, perdere tutto e ripartire. Quest'anno faremo un bel viaggio con tematiche forti dalla questione della gioventù a quella della vendita delle armi, forme nuove e molta poesia".

Bisogna fidarsi, come con tutti i direttori di festival.

IL CONCORSO

Annette di Leos Carax

Benedetta di Paul Verhoeven

Tout s’est bien passé di Francois Ozon

A Hero di Asghar Farhadi

Memoria di Apichatpong Weerasethakul

Nitram di Justin Kurzel

Par un Demi Clair Matin di Bruno Dumont

Petrov’s Flu di Kirill Serebrennikov

Red Rocket di Sean Baker

Flag Day di Sean Penn

The French Dispatch di Wes Anderson

Tre Piani di Nanni Moretti

Titane di Julia Ducournau

The Worst Person in the World di Joachim Trier

Casablanca beats di Nabil Ayouch

Compartment NO.6 di Juho KUOSMANEN

La fracture di Catherine Corsini

Ahed’s Knee di Nadav Lapid

Bergman Island di Mia Hansen-Løve

Paris, 13th District o Les Olympiades di Jacques Audiard

Red Rocket di Sean Baker

The Restless o Les Intranquilles di Joachim Lafosse

The Story of My Wife di Ildikó Enyedi

Lingui di Mahamat-Saleh Haroun

UN CERTAIN REGARD

After Yang di Kogonada

Blue Bayou di Justin Chon

Bonne Mère di Hafsia Herzi

Commitment Hasan di Hasan Semih

Freda di Gessica Généus

House Arrest di Alexey German Jr.

The Innocents di Eskil Vogt

Lamb di Valdimar Jóhansson

Moneyboys di B.C Yi

Noche de Fuego di Tatiana Huezo

Un Monde di Laura Wandel

FUORI CONCORSO

Aline, the Voice of Love di Valerie Lemercier

Babi Yar. Context di Sergei Loznitsa

Bac Nord di Cédric Jimenez

Emergency Declaration di Han Jae-Rim

De son vivant di Emmanuelle Bercot

Stillwater di Tom McCarthy

The Velvet Underground di Todd Haynes

Proiezione di mezzanotte

Bloody Oranges di Jean-Christophe Meurisse

PROIEZIONI SPECIALI

Black Notebooks di Shlomi Elkabetz

H6 di Yé Yé

Jane by Charlotte di Charlotte Gainsbourg

JFK: Through the Looking Glass di Oliver Stone

Mariner of the mountains o O Marinheiro das Montanhas di Karim Aïnouz

CANNES PREMIÈERE

Cow di Andrea Arnold

Deception di Arnaud Desplechin

Hold Me Tight di Mathieu Almaric

In Front of Your Face di Hong Sang-soo

Love Songs for Tough Guys di Samuel Benchetrit

Mothering Sunday di Eva Husson

 

Michele Anselmi per Siae.it

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