Brevetti, l’Italia tra i venticinque Paesi più prolifici
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Brevetti, l’Italia tra i venticinque Paesi più prolifici

Sono 10,2 milioni i brevetti in essere nel mondo secondo i dati della Wipo, l’organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale. Di questi, il 24,7% è degli Usa, il 18,8% del Giappone e l’11,7% della Cina. L’Italia, con oltre 63.000 patents, si colloca tra le prime venti nazioni. In base ai dati contenuti nell’edizione 2015 del World Intellectual Property Indicators, il nostro Paese si conferma inoltre tra le venticinque realtà al mondo più prolifiche, grazie alle circa 9.400 domande ricevute dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, alle quali si aggiungono le oltre 3.600 presentate all’European Patent Office (l’Ufficio Europeo dei Brevetti).

A livello mondiale, con oltre 928.000 domande di brevetti presentate, la Cina è la prima nella classifica 2014 dei Paesi più propositivi. Seguono con un netto distacco gli Usa, con quasi 579.000 domande, il Giappone, che ne ha totalizzate 326.000, la Corea del Sud, a quota 210.000, e quindi l’Europa, con circa 153.000 domande ricevute dall’Epo.

La World Intellectual Property Organization (Wipo) è l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, creata nel 1967 per promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo. Attualmente l’organizzazione comprende 187 stati membri e regola 24 trattati internazionali. L’European Patent Office (Epo), che ha la sua sede operativa a Monaco di Baviera, rilascia invece i brevetti sulla base della Convenzione del brevetto europeo.

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