Autori, Editori e Produttori italiani sulla Via della Seta: oggi il convegno alla Link Campus University
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Autori, Editori e Produttori italiani sulla Via della Seta: oggi il convegno alla Link Campus University

Autori, Editori e Produttori italiani sulla Via della Seta è il titolo del convegno che si è svolto oggi presso l’Antica Biblioteca dell’Università degli Studi Link Campus University a Roma. L'evento – organizzato, oltre che dalla Link University, anche dalla rivista trimestrale della SIAE “Il Diritto di Autore” e dall’Istituto Giuridico dello Spettacolo e della Informazione – ha visto la partecipazione di esperti in materia di diritto d’autore e diritto internazionale, che si sono confrontati sul tema della tutela delle opere intellettuali degli autori italiani, da quelle letterarie a quelle audiovisive, nel territorio cinese.

Presenti all’evento in qualità di relatori il dottor Salvatore Nastasi, Vicepresidente SIAE, l’avvocato Giorgio Assumma, Direttore de “Il Diritto di Autore”, l’avvocato Paolo Agoglia, esperto in diritto d’autore; e ancora Roberto Stabile, Direttore Relazioni Internazionali A.N.I.C.A. e Responsabile Progetto Cina MiBAC, il Maestro Dante Ferretti, scenografo e vincitore di tre premi Oscar, e l'avvocato Giacomo Ciammaglichella, partner dello studio legale Massaro.

Hanno introdotto i lavori Vincenzo Scotti, Presidente della Link Campus University, e Giancarlo Leone, Presidente dell'Associazione Produttori Audiovisivi.

Nel suo intervento, l'avvocato Assumma ha chiarito che la Cina non è più un mercato dove le opere intellettuali straniere rischiano al massimo grado di non essere tutelate. "A partire dall'inizio degli anni Novanta del secolo scorso, la situazione è totalmente cambiata - ha spiegato Assumma - e la Cina ha adeguato la propria normativa sulle opere intellettuali, tra le quali le opere cinematografiche si annoverano, in modo rilevante", sottolineando che "dal 1991 i produttori stranieri sono tutelati quando le loro opere vengono messe in circolazione pubblica per la prima volta in Cina, oppure, quando le loro opere sono messe in circolazione pubblica in un Paese straniero che ha definito, però, un accordo bilaterale di reciproca protezione con la Cina o ha aderito ad una convenzione internazionale alla quale anche la Cina ha dato la sua adesione". Quanto agli strumenti che la Cina accorda ai produttori perchè possano reagire nei casi in cui i loro diritti siano violati, questi consistono sia nel chiedere l'intervento dell'autorità amministrativa, sia nel chiedere l'intervento di un giudice. La Cina, nel prevedere e nel regolare l'attuazione di questi strumenti, si è, così, sostanzialmente adeguata alla legislazione italiana. Un altro esempio sta nella regolamentazione della diffusione dei materiali protetti dal diritto d'autore attraverso internet. Il governo cinese ha recentemente previsto che gli hosting providers, prima di porre in circolazione, attraverso la rete, materiali tutelati dal diritto d'autore debbano ottenere una specifica autorizzazione da parte degli attuali titolari dei diritti di utilizzazione dei materiali stessi. L'autorizzazione deve prevedere, salvo diverso accordo, un corrispettivo a favore del titolare dei diritti che dà l'autorizzazione. "Questa previsione normativa è stata concepita dal governo cinese ben prima dell'Unione Europea - ha commentato Assumma - che solo recentemente ha approvato gli stessi criteri dopo anni di dibattiti e di incertezze". 

Per il Vicepresidente SIAE Nastasi, la Cina rappresenta la vera via della seta per il cinema e l'audiovisivo italiano, con un mercato di di cinquanta miliardi di dollari. Nel suo intervento, Nastasi ha ricordato che due Presidenti SIAE hanno aiutato la Cina ad aggiornare la propria normativa sul diritto d'autore, il Maestro Roman Vlad e l'avvocato Giorgio Assumma. Nastasi ha sottolineato l'amore dei cinesi verso la cultura del nostro Paese, che facilita molto gli scambi anche in questo settore. Da questo punto di vista, un punto di forza è sicuramente rappresentato dall'avanzato sistema del diritto d'autore in Cina e dal funzionamento veloce della giustizia. "Ovviamente dal dire al fare c'è di mezzo il mare - ha detto il Vicepresidente SIAE - e quindi, al di là dell'impianto normativo, il pagamento effettivo del diritto d'autore ha avuto una marcia molto più lenta negli anni. E' chiaro che questo nuovo corso dei rapporti tra l'Italia e la Cina probabilmente aiuterà. Per esempio oltre alla convenzione che già abbiamo con l'omologa società di diritti musicali in Cina, che sta funzionando, speriamo di aiutare accordi con società di collecting cinesi sul cinema".

Il convegno si è concluso con alcuni interventi e testimonianze di autori della musica, del cinema e della televisione.

Foto di Luciano di Bacco

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